Afghanistan, kamikaze contro stazione di polizia

Almeno 21
poliziotti sono rimasti uccisi. Diversi i feriti.  L’attentato è avvenuto a Tirin Kot, capoluogo della provincia
meridionale di Uruzgan. Il kamikaze
indossava una uniforme della polizia che nascondeva il corpetto
esplosivo. Stati Uniti pronti a inviare al 25mila soldati

Kandahar - Almeno 21 poliziotti afghani sono rimasti uccisi oggi quando un kamikaze si è fatto esplodere in una stazione di polizia nel sud dell’Afghanistan. L’attentato è avvenuto a Tirin Kot, capoluogo della provincia meridionale di Uruzgan. A quanto si è appreso, il kamikaze indossava una uniforme della polizia che nascondeva il corpetto esplosivo.

Un attentato sanguinoso Un attentatore suicida talebano ha ucciso oggi 21 poliziotti nell’Afghanistan meridionale, in uno degli attentati più sanguinosi contro le forze di sicurezza negli ultimi mesi. Lo ha comunicato il governo. L’attentatore, che indossava un’uniforme da poliziotto, è entrato in un complesso edilizio della polizia a Tirin Kot, la capitale della provincia di Uruzgan, e ha fatto esplodere gli ordigni che aveva addosso, ha riferito a Reuters il capo della polizia di Uruzgan, Juma Gul Hemat. "Il risultato dell’attentato suicida contro una squadra di polizia è stata l’uccisione di 21 agenti e il ferimento di altri otto", si legge in un comunicato del ministero dell’Interno.

La rivendicazione dei talebani I talebani hanno rivendicato la paternità dell’attacco. Contemporaneamente, il Ministero della Difesa ha comunicato che i soldati afghani hanno arrestato tre aspiranti attentatori suicidi in un’altra parte della provincia di Uruzgan, che, come la gran parte dell’instabile sud del Paese, è un’area dove si registra un’intensa attività da parte dei talebani. Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di inviare altri 25mila soldati americani, come richiesto dai comandanti in zona, la maggior parte dei quali proprio nel sud dove il contingente, prevalentemente composto da militari canadesi, britannici e olandesi, sta facendo fatica a contenere le attività dei ribelli talebani.