Afghanistan: morti 4 militari italiani Frattini: "Acceleriamo la transizione"

Quattro vittime e un ferito. L'agguato è avvenuto nella zona di Farah. Un quinto militare è ferito, ma non in modo grave. Gli alpini erano a bordo di un veicolo blindato Lince. Poi i talebeni avrebbero attaccato il convoglio a colpi di arma da fuoco, ma gli italiani sono riusciti a metterli in fuga. Napolitano: "Vicini alle famiglie". La Russa: "Ordigno ad alto potenziale" (Video). Petraeus: "Italiani coraggiosi e altruisti". Frattini: "Acceleriamo la transizione". Il cordoglio del premier

Afghanistan - Quattro militari italiani sono morti e un altro è stato ferito in un attentato questa mattina in Afghanistan. L’imboscata è avvenuta stamattina nella Valle del Gulistan. I cinque, del 7° Reggimento Alpini di Belluno, stavano rientrando da una missione nella provincia di Farah ed erano "a bordo di un veicolo blindato Lince che faceva parte del dispositivo di scorta a un convoglio di 70 camion civili", quando sarebbero stati colpiti da un bomba, probabilmente un potentissimo Ied, un ordigno esplosivo improvvisato. Questa volta - a differenza di molte altre - il blindato su cui erano i militari è stato distrutto. Poi i talebeni avrebbero attaccato il convoglio a colpi di arma da fuoco, ma gli italiani sono riusciti a metterli in fuga. Lo riferiscono al comando del contingente italiano ad Herat.

Gli alpini morti Le vittime, quasi tutti alla terza missione internazionale, sono il caporal maggiore Gian Marco Manca, 32 anni, di Alghero, il caporal maggiore Marco Pedone, di 23 anni, che era di Patù (Lecce), il caporal maggiore Francesco Vannozzi, 26 anni, di Pisa e il caporal maggiore Sebastiano Ville, 27 anni, originario di Francofonte, in provincia di Siracusa, ma non ci sono ancora conferme ufficiali.

Non è grave il ferito L'alpino ferito, Luca Cornacchia, 31 anni, di Pescina (AQ), è stato immediatamente trasferito nell'ospedale militare di Delaram con un elicottero. In un primo momento sembrava gravissimo, ma in realtà ha avuto ferite a un piede e non è in pericolo di vita. Cornacchia è anche riuscito a parlare al telefono con la moglie. Un altro alpino, il 28enne Michele Miccoli, che era in un veicolo che seguiva quello colpito, è stato leggermente ferito. Il reparto, secondo quanto si è appreso, si trovava già da mesi in Afghanistan ed è prossimo al rientro in Italia. Sale così a 34, 12 solo quest'anno, il numero dei militari italiani morti in Afghanistan dall’inizio della missione Isaf, nel 2004. Di questi, la maggioranza è stata coplita da attentati e scontri a fuoco, altri invece sono morti in incidenti, alcuni anche per malore ed uno si è suicidato.

Ordigni sempre più potenti Gli ultimi due anni sono stati i peggiori per le missioni italiane. 21 i morti tra il 2009 e il 2010. Il Lince, spesso al centro di polemiche, è stato spesso attaccato con ordigni, ma "di norma - secondo  generale Massimo Fogari, capo ufficio stampa del ministero della Difesa - il personale si è sempre salvato". Il veicolo blindato è stato capace di resistere alle cariche esplosive degli Ied fino a circa un anno fa, ma di recente i miliziani hanno perfezionato i loro attacchi, usando cariche esplosive sempre più potenti nei loro ordigni, tali da rendere necessario una maggiore protezione. Per questo, il governo italiano ha deciso di inviare sul fronte afgano i mezzi Freccia, più lenti, ma dotati di un’ulteriore protezione.

Bomba a pressione Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha precisato che "il Lince era dotato di un dissuasore elettronico che impedisce il controllo degli ordigni via radio. Ciò fa pensare ad un ordigno attivato a pressione, rudimentale ma ad alto potenziale visto il buon grado di protezione dei mezzi impiegati dal contingente italiani". Il ministro ha poi detto che "il convoglio era già stato attaccato con armi leggere nella giornata di ieri". E ha aggiunto che i soldati Usa nell’area erano il doppio rispetto a quelli italiani: "Oggi incontrerò il generale Camporini - ha sottolineato La Russa - e gli altri vertici delle Forze armate per capire se ci sono altre misure da prendere per la sicurezza dei nostri soldati".

Il cordoglio di Napolitano e dell'ambasciatore Usa Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con "profonda commozione" la notizia del "gravissimo attentato in cui hanno perso la vita quattro militari italiani impegnati nella missione internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan, si rende interprete del profondo cordoglio del Paese, ed esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari dei caduti". Anche gli Stati Uniti esprimono le "più sentite condoglianze alle famiglie dei militari italiani che hanno perduto la vita questa mattina in Afghanistan"Lo ha detto ll’ambasciatore a Roma, David Thorne, che ha aggiunto: "Siamo infinitamente e dolorosamente riconoscenti per la dedizione e l’umanità di questi soldati nell’adempimento della loro missione a protezione della nostra sicurezza collettiva, fino all’estremo sacrificio".

Petraeus: "Italiani coraggiosi e altruisti"  "Condoglianze" del generale David H. Petraeus, per l’uccisione dei quattro alpini in Afghanistan: "non dimenticheremo il loro coraggio e altruismo". "Questi soldati - afferma il comandante della missione Isaf in Afghanistan - hanno servito come parte del coraggioso contingente italiano che guida i nostri sforzi nel Comando regionale ovest". "Il loro operato coraggioso e altruistico - aggiunge Petraeus - non sarà dimenticato, in un momento in cui abbiamo deciso di sconfiggere quella insorgenza che toglie al popolo afgano sicurezza e stabilità e che vorrebbe fare di questo Paese ancora una volta un rifugio sicuro per i terroristi». «I nostri pensieri e le nostre preghiere - conclude il generale Usa - sono per le famiglie di questi soldati caduti. Condividiamo il loro dolore per questa perdita straziante".

Aperta un'inchiesta a Roma La Procura di Roma ha aperto un fascicolo in relazione all’attacco. L'ipotesi di reato è attentato con finalità di terrorismo. Gli accertamenti sono stati avviati dai pm, Francesco Scavo e Giancarlo Amato. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto, Pietro Saviotti, responsabile del pool antiterrorismo. Nelle prossime ore saranno affidate le consulenze tecniche del caso e le deleghe investigative ai carabinieri del Ros ed agli uomini della Digos della Polizia.