Afghanistan: raid Nato 9 civili morti. D'Alema contro gli Usa: "Serve un'inchiesta". La Casa Bianca: "Non siamo terroristi"

Nuovo attacco della coalizione guidata dagli Usa, vittime in un villaggio. D'Alema da Bruxelles: &quot;Grande turbamento&quot;. Secca replica della Casa Bianca. Intanto Rifondazione, Verdi e Rosa nel pugno chiedono di acquistare l'oppio per usarlo nella terapia del dolore. Cicchitto: &quot;Proposta demenziale&quot;. Domani il voto. <strong><a href="/a.pic1?ID=161658">Leggi il decreto</a></strong>

Roma - Domani si va al voto per il rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan e si riaccende lo scontro dopo il nuovo raid delle truppe Nato guidate dagli Usa che ha provocato nove morti civili. Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema è "molto preoccupato" per la situazione in Afghanistan e condivide la necessità di un'indagine sulla strage di civili compiuta ieri dopo un attacco contro le truppe americane. "Quello che è accaduto, al di là degli aspetti giuridici, crea in noi grande turbamento" ha detto il responsabile della Farnesina a Bruxelles, dove si è recato per partecipare al Consiglio affari generali e relazioni esterne (Cagre) insieme ai colleghi della Ue. "Condividiamo la posizione del presidente Karzai che ha chiesto un'inchiesta indipendente. Ne valuteremo gli esiti".

Washington: "Non siamo talebani" Così la Casa Bianca ha condannato come «inaccettabile» ogni paragone tra l'operato delle forze americane in Afghanistan e quello dei terroristi. Lo ha detto Snow, portavoce di Bush, rispondendo in merito agli episodi di questi giorni che hanno provocato la morte di civili ad opera di militari americani. Si tratta, ha detto il portavoce, «di due approcci differenti». Bush e il presidente afghano Hamid Karzai non si sono parlati dopo gli episodi di questi giorni, ha aggiunto Snow, spiegando però che sono in corso contatti a livello diplomatico e una revisione da parte del Pentagono di ciò che è accaduto durante gli attacchi che hanno portato all'uccisione di civili.

Fassino: niente crisi senza autosufficienza E il segretario dei Ds Piero Fassino mette le mani avanti. Se anche la maggioranza non dovesse essere autosufficiente e avesse quindi bisogno dei voti dell'opposizione per approvare in Parlamento il decreto di rifinanziamento non ci sarebbero i margini per una crisi di governo. "Se l'esecutivo - dice - presenta un provvedimento e il 90 per cento del Parlamento lo vota perché considera che sia giusto, come si fa a spiegare che bisogna aprire una crisi?".

Casini: Udc vota sì «Voteremo per l'Afghanistan, perchè non
possiamo far mancare ai nostri militari lì il nostro supporto, ma
è ovvio che c'è un impegno morale da parte della maggioranza, di
avere l'autosufficienza parlamentare». Così il leader dell'Udc
intervistato da Emilio Fede al Tg4. I nostri militari devono sapere che dietro di loro non c'è solo l Parlamento, ma - ha concluso - una maggioranza autosufficiente apace di sostenerli nelle scelte di tutti i giorni».

La sinistra: "Acquistare l'oppio per usi medici" Un ordine del giorno che impegna il governo "a presentare e sostenere, nell'ambito della conferenza internazionale di pace, il progetto per trasformare l'oppio afghano in morfina e codeina al fine di soddisfare la domanda a livello mondiale di farmaci per la terapia del dolore". Lo presenteranno i gruppi di Rifondazione comunista, Verdi e Rosa nel pugno a Montecitorio nell'ambito dell'esame del decreto che rifinanzia le missioni italiane all'estero, compresa quella in Afghanistan, il cui dibattito è iniziato oggi.

Forza Italia: demenziale Dura la replica alla proposta da parte dell'azzurro Fabrizio Cicchitto. "Il governo italiano potrebbe decidere di volta in volta, con maggioranze variabili, l'acquisto di oppio, marijuana, cocaina, hashish. Più complesso è il problema dell'acquisto dell'eroina, perchè sembra che i soliti teodem, che esprimo le tendenze più oscurantiste del Vaticano, uscirebbero anche dalla maggioranza stabile. Il fatto che il ministro D'Alema, con il quale spesso polemizziamo ma che è indubbiamente una persona seria, sia costretto a guadagnare tempo di fronte ad una mozione a dir poco demenziale, è il segno che la situazione del governo è gravissima ma non seria".

Il raid Nato Una strage dopo l'altra: mentre monta la rabbia in Afghanistan per l'uccisione di almeno dieci civili ieri nei pressi di Jalalabad nelle confuse fasi di un attacco suicida a un convoglio militare americano, oggi un responsabile afghano ha denunciato la morte di nove civili, fra cui cinque donne e tre bambini, in un bombardamento aereo della Nato nella provincia di Kapisa a nord ovest di Kabul. Secondo il vicegovernatore di questa provincia, Sayyed Daud Hashimi, i nove civili, cinque donne, tre bambini e un anziano, sono stati uccisi nel bombardamento della loro casa da parte dell'Isaf, la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza, della Nato, in risposta a un attacco notturno nel distretto di Nijrab. L'Isaf però si è detta del tutto estranea. Un portavoce ha detto che "l'Isaf è al corrente di questo incidente, ma non è implicata". Invece la coalizione a guida Usa ha confermato di aver compiuto ieri un attacco aereo in quella provincia. "Possiamo confermare di aver compiuto un attacco aereo nella provincia di Kapisa (70 chilometri a nordovest di Kabul) - ha detto il portavoce Dean Welch -. Ma non abbiamo nessuna informazione per il momento sul bilancio delle vittime". Anche il ministero dell'Interno a Kabul ha confermato l'incidente ma non è stato in grado di fornire un bilancio delle vittime. I soldati americani della coalizione sono da ieri al centro di polemiche per una sparatoria, dopo un attacco contro un loro convoglio nell'est del paese, che ha causato una decina di morti. Oggi il presidente Hamid Karzai ha duramente condannato l'episodio e ha fatto aprire un'inchiesta. Gli americani sostengono che un loro convoglio è stato vittima di una "imboscata multipla" - con un kamikaze e un assalto di uomini armati - su una strada a est di Jalalabad. Secondo testimoni locali, il convoglio dopo l'attacco si è dato alla fuga con i soldati che sparavano indiscriminatamente su tutti i veicoli civili. Secondo il ministero dell'Interno afghano, sono stati uccisi dieci civili; secondo altre fonti, 16.