Afghanistan, La Russa: "Dal 2011 ritiro soldati Restano addestratori"

In un'informativa al Senato il ministro della Difesa: "La nostra missione è in linea con l'articolo 11 della Costituzione". Bombe sugli aerei? "La decisione di armare i jet soltanto dopo il vertice della Nato"

Roma - Il giorno dopo il funerale degli alpini morti in Afghanistan il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, interviene al Senato per fornire una minuziosa ricostruzione dei fatti e spiegare come e fino a quando proseguirà la missione italiana. "Ci sono concrete possibilità - ha chiarito La Russa - che larghissima parte della zona ovest possa essere consegnata entro la fine del 2011 La nostra missione sarà finita? No, l’arco temporale dato da Obama è il 2013. Ma entro il 2011 nostre funzioni speriamo possano essere solo di addestramento delle forze di polizia e dell’esercito afgano, anche con un incremento delle forze di addestramento". "Non vogliamo - ha proseguito il ministro - trasformare l’Afghanistan in una nuova Svizzera il nostro obiettivo è consegnare alle legittime autorità afgane un territorio sufficientemente controllato. Vogliamo far sì che nella zona italiana ciò avvenga prima di altre".

Convoglio attaccato anche domenica Dopo l’attacco in cui hanno perso la vita quattro alpini italiani, sabato scorso in Afghanistan, "le nostre unità hanno immediatamente risposto al fuoco con un’intensa reazione durata 30-40 minuti che ha disperso" i terroristi. "Nell’azione - prosegue La Russa - sono intervenuti anche 2 aerei F16 americani che hanno effettuato azione di fuoco contro gli insurgents impiegando la mitragliera di bordo. Nello scontro alcuni mezzi civili del convoglio sono stati abbandonati dal personale civile afghano che ne era alla guida: a seguito di ciò, due mezzi, caduti in mani nemiche, sono stati distrutti".

Ferito in condizioni stabili Il caporal maggiore scelto Luca Cornacchia, rimasto ferito nell’attentato, "è stato trasferito all’ospedale da campo della nostra base di Herat e sarà trasportato in Patria appena possibile. "Inizialmente trasportato all’ospedale da campo di Delaram - ha ricordato il ministro - e successivamente trasferito a quello di Camp Dwyer, entrambi statunitensi, è stato sottoposto a Tac che ha evidenziato una frattura di due vertebre lombari, una sospetta contusione polmonare, una frattura al piede destro e lesioni multifocali alla milza. Al momento, le sue condizioni risultano stabili, non gravi, e viene tenuto in osservazione".

Non c'è alternativa ai Lince Il responsabile della Difesa si è soffermato anche sui mezzi militari, più volte contestati, a bordo dei quali sono già morti diversi nostri soldati. "In campo mondiale, al momento, tra i veicoli della stessa categoria, non risulta disponibile una alternativa (al Lince, ndr) che possa garantire migliori livelli di protezione del personale". La Russa torna a "difendere" il blindato coinvolto anche nell’attentato del 9 ottobre scorso in Afghanistan. "Nell’ambito delle misure tese al miglioramento della sicurezza del personale - ricorda La Russa - sono stati immessi nel teatro afghano i primi 17 esemplari di veicolo blindato medio Freccia, operativi dal mese di agosto. Il ’Freccià, è bene ricordarlo, è destinato non a sostituire ma ad integrare gli attuali assetti operativi basati sul Lince, trattandosi di due tipi di veicoli in grado di operare in modo complementare". "Ciascun elemento protettivo-difensivo - sottolnea il ministro - ha sempre un limite di risposta alla minaccia: se cresce questa si provvede con nuovi sistemi di difesa, in una sorta di loop in escalation che ricalca lo schema storicamente provato della cosiddetta contrapposizione lancia-scudo o proiettile/corazza. Per tale ragione non si possono considerare risolutive le soluzioni tecnico-costruttive rispetto alle minacce del tipo in questione".

Difesa aerea "Quello che risulta di fondamentale importanza - ha proseguito La Russa - è invece il sistema complessivo posto in atto per fronteggiare la minaccia, nel cui ambito oltre alla protezione dei mezzi, rientrano l’intelligence, la ricognizione aerea delle rotte terrestri mediante velivoli senza pilota (Predator), il supporto aereo, le tattiche di movimento e le tecniche di osservazione del terreno, l’addestramento del personale, e anche le interrelazioni con la popolazione locale".  

Sulle bombe serve sì delle Camere In merito alla decisione di dotare delle bombe gli aerei italiani in Afghanistan è necessaria una riflessione che porti a un’ampia condivisione dei due rami dle parlamento. "Questa condivisione - ha detto la Russa - mi sembra più importante dello stesso oggetto del dibattito sulle bombe, perché così si può garantire un forte segnale di sostegno del Paese ai nostri ragazzi e ragazze impegnati sul campo".

La missione è costituzionale "Poiché in maniera ricorrente si è aperto un dibattito a volte un po' strumentale sulla natura costituzionale della missione in Afghanistan, sul fatto se sia guerra o non lo sia, credo il problema non sia terminologico ed è stato risolto in maniera lapidaria e serena ieri dal capo dello Stato che ha sottolineato la rispondenza al dettato costituzionale della nostra missione". La Russa legge in aula l’art 11 della Costituzione sull’ Italia che "ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà" e invita a leggerlo "per intero e non solo nella prima parte" sostenendo che è un articolo della Carta Costituzionale del tutto rispettato. "Noi non siamo andati in Afghanistan - precisa il ministro - per conculcare la libertà, né per risolvere alcuna controversia internazionale con quel paese, come prevede l’articolo 11 della Costituzione, ed è questo che ripudia la nostra Carta". "La nostra - ribadisce La Russa - è un azione per promuovere la pace e la giustizia sotto l’egida di una organizzazione internazionale".