Afghanistan, La Russa: "Invieremo mille soldati"

L’orientamento emerso nel corso del Consiglio dei ministri che
dovrà poi essere ratificato dal Parlamento: disponibilità ad aumentare di circa
mille uomini il numero di soldati italiani da inviare in
Afghanistan entro il 2010. Possibile riduzione del contingente in Libano

Roma - Disponibilità ad aumentare di circa mille uomini il numero di soldati italiani da inviare in Afghanistan entro il 2010, ma con un mandato temporale certo. E' questo l’orientamento emerso nel corso del Consiglio dei ministri che dovrà poi essere ratificato dal Parlamento. Possibile riduzione del contingente in Libano.

L'impegno in Afghanistan I comandi statunitensi e Nato sono convinti che la nuova strategia decisa per l’Afghanistan potrà dare i primi segni di successo già nel 2010, con il dispiegamento di 30mila uomini nel sud in mano ai talebani. Parte delle nuove truppe, ha detto il generale Stanley McChrystal, avrà l’incarico di addestrare le forze di sicurezza. In totale, ha annunciato il segretario alla Difesa, Robert Gates, Obama ha autorizzato l’invio di 33mila soldati. I tremila aggiuntivi non sono truppe effettive combattenti: si tratta di medici, analisti di intelligence ma anche artificieri che rischiano la vita tanto quanto i soldati in prima linea, e altre truppe di supporto.

La strategia italiana L’Italia invierà circa mille soldati per la nuova strategia di Barack Obama in Afghanistan. Secondo il ministro La Russa, l’ipotesi dell’invio fino a 1.550 soldati non è esclusa: "Posso dire che è un’ipotesi, una quota massima alla quale comunque non arriveremo". "L’accordo definitivo sui numeri" arriverà nei prossimi giorni "in un incontro tra il ministro degli Esteri, Franco Frattini e il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton". La prima risposta degli alleati all’appello di Barack Obama per il rinforzo delle truppe in Afghanistan "sembra non essere quella che gli Usa si attendono", ma Washington resta fiduciosa che l’Italia farà la propria parte. L’ambasciatore David Thorne è certo che Roma "continuerà a svolgere il suo ruolo". "A Roma si discute di circa mille soldati - ha detto l’ambasciatore - toccherà al governo italiano decidere quante truppe impiegare, ma alla fine la cifra sarà concordata nell’ambito dell’Alleanza atlantica. Anche sul Libano toccherà all’Italia decidere in ambito Nato. L’Italia si è sempre dimostrata molto sensibile alle necessità delle missioni di peacekeeping e continuerà a svolgere il suo ruolo coordinandolo con gli altri Paesi".

Il contingente in Libano È possibile, invece, una ulteriore diminuzione delle nostre unità in Libano. "Dopo l’assunzione del comando spagnolo stiamo ragionando con gli alleati sulla possibilità di ridurre il nostro contingente", ha il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Il titolare della Farnesina ha, poi, spiegato che al momento ci sono 2400 militari. "Anche se - ha aggiunto Frattini - ci privassimo di 200 soldati il nostro contingente sarebbe comunque il doppio rispetto a quello spagnolo che assume il comando".