Afghanistan, spari agli italiani. Un ferito lieve. D'Alema parla all'Onu

Un militare italiano è rimasto ferito nella provincia di Farah, dove ha sede il comando Isaf. Intanto il ministro degli Esteri è intervenuto al Palazzo di Vetro: "Ci sono stati significativi successi e l'Italia è orgogliosa di
aver contribuito al loro raggiungimento.
Ma questo non è il momento per compiacersi. I progressi sono insufficienti in troppi settori&quot;<br />

Farah (Afghanistan) - Un militare italiano è rimasto ferito in modo non grave, da un colpo di arma da fuoco, nella provincia di Farah, nell'area occidentale dell'Afghanistan. Lo si apprende da fonti della Difesa. La provincia di Farah è nel comando Isaf. Il soldato è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco sparato da persone che si sono poi dileguate. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio nella zona di Farah, dove la pattuglia italiana era in ricognizione. Il militare è ferito leggermente e non è stata necessaria la sua evacuazione perché ha fatto rientro alla base insieme agli altri uomini della pattuglia.

Intanto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema da New York fa sapere che in "Afghanistan possiamo e dobbiamo fare di più". L'appello è stato lanciato dal ministro degli Esteri intervenuto al Consiglio di sicurezza dell'Onu sul rinnovo della missione civile Unama. Il titolare della Farnesina ha sottolineato che "i progressi sono insufficienti in troppi settori, non solo la sicurezza ma anche la governance, lo sviluppo socio-economico, la cooperazione regionale, la protezione dei diritti umani e la lotta contro il narcotraffico". Per D'Alema è fondamentale che gli sforzi in questi settori abbiano successo "non solo per la credibilità delle istituzioni internazionali coinvolte in Afghanistan, ma anzitutto per il popolo afghano". Il ministro degli Esteri ha ringraziato il presidente afgano Hamid Karzai per il suo contributo nella liberazione del giornalista di Repubblica. "Vorrei esprimere a lui e alle istituzioni afgane tutta la gratitudine del governo italiano per l'aiuto offerto nella liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo".

 

"È necessario indire una conferenza internazionale per poter gestire le questioni regionali che riguardano la pace e la stabilità" dell'Afghanistan, ha ribadito D'Alema al Consiglio di Sicurezza. Il voto sul rinnovo della missione Unama è previsto il prossimo 23 marzo.

Tre obiettivi per la conferenza di pace La conferenza internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan dovrà avere obiettivi "estremamente concreti e tripartiti". I tre obiettivi dovranno essere: affermare "ad alto livello politico" l'impegno dei principali protagonisti a "contribuire alla dimensione regionale della sicurezza ed alla stabilità in Afghanistan", che il capo della diplomazia italiana sottolinea essere "essenziale per la pace"; trovare un "accordo per varare una serie di misure di costruzione della fiducia e della cooperazione tra l'Afghanistan ed i suoi vicini"; "sostenere il processo nazionale di riconciliazione lanciato dal presidente Karzai attraverso un processo di stabilizzazione regionale che coinvolga i paesi vicini e la comunità internazionale". Nel discorso D'Alema ha spiegato come consideri questa conferenza internazionale "il risultato di un processo" che "permetta un coinvolgimento positivo e pieno dei paesi vicini".