AFRICA UNITE e il reggae si fa elettronico

La prima volta che gli è capitato di ascoltare un pezzo di Bob Marley, Bunna (all'anagrafe Vitale Bonino), leader con Madaski (vero nome Antonio Caudullo) degli Africa Unite, gruppo pioniere del reggae in Italia, ne è rimasto affascinato. E non se ne è più staccato. La carica, il carisma e la musica del «re leone» giamaicano hanno segnato per sempre la sua vita. «Marley è stata la scintilla che ci ha fatto cominciare a suonare», ammette l'eterno ragazzo riconoscibile dagli inconfondibili dreadlocks, che per altro ammette candidamente di non essersi mai interessato alla filosofia rasta. «Grazie alle sue canzoni fresche e dalla carica ritmica innovativa, mi ha fatto capire che la musica può essere un valido strumento per unire e divertire, ma nello stesso tempo far pensare. Queste le motivazioni che ci hanno ispirato quando, nell'ormai lontano 1981, abbiamo deciso di fondare la band». Con oltre un quarto di secolo di onorata carriera alle spalle, il gruppo di Pinerolo (dal quale è transitato anche Max Casacci, futura mente dei Subsonica) dimostra una longevità fuori dal comune, figlia della capacità di rinnovarsi costantemente e senza paura.
L'ultimo capitolo discografico risale alla scorsa primavera. S'intitola Controlli ed è coinciso con un nuovo corso per gli Africa Unite, dal vivo stasera al Thunder Road di Codevilla, in provincia di Pavia con un organico decisamente rinnovato.
«Abbiamo perso la sezione fiati e con essa un approccio canonico al reggae, è entrato in dose massiccia il dub elettronico, che rende il nostro suono più attuale», ha spiegato qualche mese fa Madaski. Lo hanno portato nel gruppo i due ultimi innesti: il bassista Paolo Baldini dei B. R. Stylers e il tastierista Patrick Benifei (membro dei Bluebeaters e già nei Casino Royale). «Siamo soddisfatti. Dobbiamo considerare che l'ascolto del reggae è cambiato in questi anni: non c'è più soltanto l'approccio tradizionale, i ragazzi hanno una sensibilità più contemporanea, abituata all'elettronica: da Sean Paul al suono da dancehall (un evento musicale in cui deejay e rapper suonano dal vivo musica ragamuffin). Il pregiudizio secondo cui una band che suona sarebbe meglio del corrispettivo elettronico è superato. E comunque gli Africa Unite rimangono una band e sul palco siamo in sette».
Prossima tappa in regione degli Africa Unite, il 17 marzo al Nautilus di Cardano al Campo, in provincia di Varese. Domani al Thunder Road sarà invece la volta dell'ex Bluevertigo Andy (alle prese con un dj set) e degli Sneakers, collaudata tribute band dei Depeche Mode.
Africa Unite stasera ore 21.30
Thunder Road di Codevilla
ingresso 12 euro info 0383/373064