Afroamericano ucciso dal Klu Klux Clan, la Marina Militare gli dedica una nave

Varata sabato a San Diego la US Medgar Evers, un naviglio da 201 metri, in memoria di un militante dei diritti civili, morto nel 1963 nel Mississippi. Evers, veterano della II guerra, sin dal suo ritorno dal fronte si era battuto per la piena emancipazione della sua gente. Venne colpito con una fucilata alla schiena da un razzista condannato all'ergastolo nel 1994

Una lunga storia di lotte per i diritti civili negati, di minacce, di attentati fino alla morte per mano di un militante del Klu Klux Clan. Era il 1963 e forse pochi allora nel Mississippi avrebbero immaginato che il suo assassino sarebbe stato poi condannato all'ergastolo e che il nome di Medgar Evers sarebbe finito su una nave della US Navy. Il battello è scivolato in mare sabato nel porto di San Diego dopo che l'anziana vedova del martire nero aveva rotto la tradizionale bottiglia di champagne sulla fiancata.
Anche se il suo nome non è popolare come quello di altri leader della comunità afroamericana, Evers è stato un dei precursori della battaglie per i diritti civili. Anticipando, anche nella tragica fine personaggi come Malcom X, nato nel 1925 e assassinato nel 1965, e Martin Luther King. Nato a Decatur nel Mississippi il 2 luglio 1925, appena compiuto i 18 anni si arruolò insieme al fratello Charlie e nel 1943 andò a combattere in Francia. Fu un valoros soldato, raggiunse il grado di sergente e venne poi congedato con onore nel 1945.Rientrato a casa iniziò ben presto la sua battaglia a favore dei diritti civili degli afroamericani. Prima il boicottaggio delle stazioni di servizio che non lasciavano andare al bagno i clienti neri, poi la causa all'Università del Mississippi che non voleva accogliere la sua domanda di iscrizione «perché negro». Si finse raccoglitore di cotone per poter indagare sulla morte di Emmett Louis «Bobo» Till un ragazzo nero di 14 anni ucciso per aver rivolto la parola a una «donna bianca».
Un attivismo che gli attirò odi e rancori, accumulando insulti e minacce sempre più forti. Un crescendo, bottiglie incendiarie in casa, tentativi di investimento con auto, fino a quando il 12 giungo 1963 fu assassinato con un colpo di fucile alla schiena. Esattamente un anno dopo Byron De La Beckwith, un venditore di fertilizzanti membro del «White Citizens' Council» e del Ku Klux Klan, fu arrestato per l'omicidio di Evers. Seguì un iter giudiziario lunghissimo, ben trent'anni durante i quali l'uomo rimase libero. Non fu infatti possibile celebrargli il processo perché le giurie popolari non riuscivano a raggiungere un verdetto unanime al termine di dibattimenti. Solo nel 1994 grazie a nuove prove a suo carico, De La Beckwith venne nuovamente processato e una giuria composta da quattro bianchi e otto neri lo condannò all'ergastolo. L'assassino morirà poi in carcere il 21 gennaio 2001.
E dopo quasi 50 anni dalla sua morte, il nome di Medgar Evers è finito sulla fiancata da una nave appoggio della marina americana. Si tratta infatti di una unità della classe «Lewis and Clark», lunga 210 metri, con 126 uomini di equipaggio, varata sabato a San Diego. È destinata a portare cibo, munizioni, carburante e altre rifornimenti alle navi in combattimento in mare. Il varo davanti a duemila persone tra ufficiali di marina, politici e dirigenti e simpatizzanti del «National Association for the Advancement of Colored People» in cui aveva militato Evers. Madrina l'anziana vedova Myrlie, che aveva spostato il martire nero la vigilia di natale di sessanta anni fa.