Ag contro la Cina: «Boicottiamola»

Ottanta militanti di Azione giovani manifestano sotto l’ambasciata

Ottanta militanti di Azione giovani e uno striscione: «Identità negate, diritti calpestati, omicidi di Stato: vergogna assassini». Così ieri i ragazzi dell’organizzazione giovanile di An hanno voluto manifestare di fronte all’ambasciata cinese, in via Bruxelles, ai Parioli. Nel mirino le violazioni dei diritti umani e i contrasti sociali del nuovo gigante economico. Durante la manifestazione alcuni dei militanti si sono stesi sull’asfalto, e le sagome dei loro corpi sono state tracciate con il gesso. Poi, con una bomboletta rossa, è stato scritto accanto «Made in China». «Un modo per ricordare - ha spiegato il presidente romano di Ag, Federico Iadicicco - i manifestanti di Dongzhou uccisi qualche giorno fa dalla polizia cinese: il più grande massacro dai tempo di piazza Tienanmen. Ma quelle sagome - ha proseguito Iadicicco - simboleggiano anche lo sfruttamento dei lavoratori dietro al boom della produzione cinese. Abbiamo deciso di protestare dopo le uccisioni dei giorni scorsi e in occasione della chiusura del Wto. All’organizzazione mondiale del commercio chiediamo di espellere la Cina ed escluderla dai rapporti commerciali, oltre a vietare alle imprese dei Paesi membri di delocalizzare gli impianti in Cina. Vorremmo che il Cio imponga alla Cina radicali riforme del mercato del lavoro e della legislazione sui diritti come condizione per lo svolgimento dei giochi olimpici di Pechino 2008».