Agente reagisce ai rapinatori: un morto e un ferito

Napoli, aveva appena prelevato soldi in banca quando è stato aggredito. I due pregiudicati erano in libertà per l’indulto

da Giugliano (Napoli)

Due rapinatori uccisi e uno ferito due sere fa nel catanese. Un bandito ammazzato e un altro in gravi condizioni, nella tarda mattinata di ieri nel napoletano. È l’Italia che si ribella alle bande di delinquenti che infestano il Paese. È successo in passato al nord e al centro, è capitato in poco meno di 18 ore, al sud, dove, comunque, il problema è ben più ampio e non riguarda solo la microcriminalità.
«Dacci i soldi che hai preso in banca o ti ammazziamo». La vittima non è un inerme cittadino, è un agente di polizia penitenziaria di 35 anni. In borghese sì, ma nella cintola ha la pistola d’ordinanza. La sorpresa stavolta è per i due malviventi, due criminali incalliti, usciti di galera ad agosto del 2006, grazie all’indulto. Il secondino spara quattro volte: i proiettili vanno tutti a segno. Uno dei due banditi muore poco dopo il ricovero in ospedale, l’altro sopravvive, ma ora è ricoverato in gravi condizioni.
È successo ieri all’ora di pranzo, a Giugliano, comune a nord di Napoli. Settantamila abitanti, problemi di camorra e di disoccupazione, rivolte contro la discarica, roghi di spazzatura tutte le notti: è questo lo scenario dove è stato ucciso Francesco Primicerio, 30 anni, e ferito gravemente Ciro Merolla, di 44. I due rapinatori si erano conosciuti in carcere, a Secondigliano, per una strana coincidenza della vita, lo stesso dove lavora la loro vittima. Primicerio delle «Case nuove», nella zona del Mercato e Merolla, del Rione Sanità, avevano fondato la loro società criminale in cella. Poi, si erano rivisti fuori, una volta scarcerati, grazie all’indulto.
Ieri il colpo, a Giugliano, dove ritenevano di non essere conosciuti. I due malviventi, hanno messo in pratica il cosiddetto «filo di banca», al quale potrebbe avere partecipato anche un terzo complice, che forse si trovava all’interno del Banco San Paolo. Questo ipotetico terzo bandito, potrebbe avere avvertito Primicerio e Merolla che l’uomo che stava per uscire dalla porta girevole aveva appena prelevato la somma di tremila euro. Una buona preda, da colpire appena possibile.
Appena l’agente se ne è andato col suo motorino, i due rapinatori lo hanno seguito a bordo di un ciclomotore, con il targhino coperto dal nastro isolante. Davanti casa del poliziotto, al corso Campano, è scattato l’agguato.
«Fai presto, dacci i soldi», ha urlato uno dei due banditi, mentre gli teneva puntata la pistola alla gola. «Non ne ho», ha replicato l’agente penitenziario, nel tentativo di difendere i suoi soldi, l’equivalente di poco più di due sudati stipendi. «Ti ho detto di darceli, sappiamo che hai molti soldi. Guarda che ti ammazziamo» ha urlato ancora uno dei due rapinatori.
Vinta dalla paura, la vittima ha ceduto. Presi i tremila euro, Primicerio e Merolla, convinti di avercela fatta, sono balzati sul motorino ma la loro fuga non è neppure iniziata, perché il secondino ha aperto il fuoco. Primicerio, seduto sul sellino posteriore, colpito da un proiettile alle spalle, è sbattuto sull’asfalto. Merolla, che si trovava alla guida, probabilmente è stato a sua volta ferito da un proiettile che aveva trapassato il complice. Poco dopo, in Corso Campano, sono arrivati i carabinieri di Giugliano che hanno proceduto ai rilievi del caso e accompagnato l’agente penitenziario prima in ospedale, dove ha ricevuto le cure per le ferite riportate, e successivamente in caserma. Qui, poi, il lungo interrogatorio con due pm della Procura di Napoli, Criscuolo e Parancandolo.
«Sono stato minacciato e picchiato», ha riferito agli inquirenti l’agente, mostrando una ferita e il referto dei medici dell’ospedale San Giuliano di Giugliano. Recuperata sulla scena dell’aggressione la pistola usata dai due malviventi: un giocattolo, ma privo del tappo rosso. Insomma, un’arma identica a una vera, impossibile da distinguere da una replica.