Agenti immobiliari «in crisi»: il 30% chiuderà entro l’anno

Come poter raddoppiare il capitale investito? Semplice, basta acquistare una nuda proprietà. Questo particolare «trend», in crescita a Milano e nell’hinterland, si configura come l’unica scappatoia a quella spada di Damocle che è il mutuo.
Se da un lato non tutti si possono permettere un esborso pari al 50-70 per cento del valore dell’immobile, dall’altra figli e nipoti ne possono trarre beneficio. Infatti le persone più anziane tendono a cedere sempre più spesso la nuda proprietà, il più delle volte ai parenti diretti, soprattutto ai nipoti. Non ha dubbi a tal proposito Emanuele Barbera, presidente della Sarpi Spa, gruppo immobiliare che opera nel capoluogo lombardo: «Registriamo ormai circa il 6% delle transazioni totali, in tal senso, mentre solo nel 2005 erano circa la metà. La tipologia immobiliare è medio-alta, ovvero, parliamo di solito di appartamenti di 4 locali ben posizionati; il valore medio delle transazioni - aggiunge Barbera - è dell’ordine dei 200mila euro. Da notare che, in questo modo, le persone della terza e quarta età trovano una liquidità che li rende più tranquilli per il resto della loro vita. Dall’altra parte - sottolinea il presidente della Sarpi - chi acquista risparmia dal 30 al 50 per cento sui prezzi medi di mercato».
Se Milano registra una certa vivacità nel mercato immobiliare odierno, non tutte le fasce di appartamento vanno per la maggiore: sono quelle situate alle estremità che scatenano la compravendita, ovvero nelle zone di minor pregio e in quelle esclusive. Altro dato interessante emerso da una ricerca condotta dal Centro sviluppo franchising di Sarpi immobiliare riguarda la sorte che attenderebbe agli agenti immobiliari: in base a una intervista su un campione di 5mila agenzie, il Centro registra che circa il 30% di queste hanno dichiarato di non sapere se continueranno l’attività nel 2007, con possibilità di chiusura entro la fine dell’anno.
«Il mercato immobiliare - osserva in proposito Barbera - è in una fase di riflessione contrattiva dove le crescite registrate a partire dal 2000 sono solo un ricordo e oggi si paga anche lo scotto dell’euro, nel senso che, a suo tempo, ciò che valeva un milione di lire al metro quadrato lo si è posto in vendita a mille euro. Queste operazioni commerciali, andate a buon fine in un periodo favorevole, hanno prodotto ampie distorsioni nelle valutazioni di mercato, che conosceranno riduzioni anche nell’ordine del 15-20 per cento proprio a causa di stime approssimate e generalizzate, che non hanno tenuto conto delle specifiche caratteristiche intrinseche ed estrinseche degli immobili. In questo contesto le agenzie meno professionali, che hanno acquisito immobili cari, rischiano di non vendere per sei o dodici mesi, con la conseguente chiusura di un’attività in perdita».