Un’agenzia che trova lavoro ai disoccupati

Presentato ieri presso la sala consiliare del XIII municipio l’importante progetto dell’Agenzia di integrazione sociale per le famiglie. Dopo aver avviato lo sportello sociale per le famiglie, infatti, il XIII municipio vuole offrire ai cittadini un servizio in più, consistente nell’attivazione, presso gli uffici municipali di via Passeroni 22, di un front-office e di un back-office rivolti sia all’inserimento sociale di anziani o persone con ridotta autonomia sia all’inserimento lavorativo delle persone disoccupate.
A intervenire alla presentazione del progetto, per il quale il municipio ha stanziato 85mila euro, il presidente del XIII municipio Davide Bordoni, Anna Maria Bovolini, responsabile del settore adulti e anziani dei servizi sociali municipali e Armando Cancelli dell’Ati, associazione aggiudicataria della gestione del progetto. «L’Agenzia – spiega Bordoni - nasce da un bando dei servizi sociali municipali e tra le sue attività prevede la mediazione finalizzata all’inserimento lavorativo di chi non trova un’occupazione, nonché il sostegno alle persone anziane. In tal modo si cerca di fornire aiuto da parte delle istituzioni a quanti necessitano di assistenza socio-sanitaria o hanno difficoltà nello svolgimento di attività quotidiane. È previsto anche un supporto per eventuali interventi di piccola manutenzione, a qualità e costi controllati. L’Agenzia è un nuovo servizio con cui l’amministrazione municipale vuole avvicinarsi sempre più ai cittadini e semplificare loro, laddove si trovino in difficoltà, la vita di tutti i giorni». L’inserimento lavorativo dei disoccupati avverrà tramite la Borsa lavoro, gestita e coordinata dall’Area adulti dei servizi sociali, ma anche attraverso consulenza e orientamento finalizzati alla mediazione con le imprese e, laddove possibile, alla creazione di realtà imprenditoriali territoriali nello stesso settore sociosanitario e dei servizi. «Le Borse lavoro attuate dal municipio – aggiunge Bordoni – hanno funzionato bene e hanno permesso l’inserimento occupazionale di persone sino a quel momento svantaggiate, quali ad esempio ex tossicodipendenti che non riuscivano a reintrodursi nell’attività lavorativa».