«Agevolazioni per le Pmi laziali su imposte e accesso al credito»

Presidente Cesare Cursi, lo Small Business Act per l’Europa è stato recepito nella risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione Industria del Senato. Può interessare anche le Pmi laziali?
«Non c’è dubbio: bisogna pensare innanzitutto in piccolo. L’economia laziale si regge su un tessuto produttivo composto per il 97% da piccole e medie imprese e per queste l’attuale stato di crisi si pone come un elemento insormontabile in mancanza di strumenti adeguati. La scarsa patrimonializzazione di questa tipologia di imprese, in un periodo di morsa del credito, fa sì che il tasso di sopravvivenza sia davvero basso».
Che cosa prevede?
«La risoluzione impegna il Governo ed è, al contempo, un atto di indirizzo per la Commissione europea a intraprendere comportamenti di tutela di quell’enorme patrimonio per la nostra filiera economico-produttiva costituito dalle piccole e medie imprese. E non è un tesoro solo laziale ma dell’intera filiera produttiva nazionale».
Quali saranno i vantaggi per le Pmi?
«Il Governo sarà tenuto ad agire nelle sedi comunitarie, a partire dal prossimo Consiglio dei ministri competitività dell’Ue di domani e martedì, affinché tutte le istituzioni comunitarie diano concreta attuazione a tutti i principi contenuti nello Small Business Act».
In quali misure pratiche si concretizzano questi principi per le Pmi di Roma e Lazio?
«È prevista una lunga serie di vantaggi amministrativi e fiscali. Innanzitutto una effettiva riduzione di almeno il 25 per cento degli oneri amministrativi e burocratici che attualmente gravano sulle imprese. Poi un dialogo costante tra i diversi livelli di governo per fare in modo che il processo di semplificazione a livello nazionale sia affiancato da un analogo processo a livello regionale; ma anche un maggior ricorso e una valorizzazione complessiva dello strumento della Conferenza dei servizi che può consentire, nell’ambito del procedimento amministrativo, di acquisire in tempi rapidi il parere, a maggioranza semplice, di tutti i soggetti istituzionali coinvolti nel procedimento stesso».
E dal punto di vista del fisco?
«Sono previste misure a favore della capitalizzazione delle imprese per superare l’attuale sottovalutazione delle Pmi laziali derivante da condizioni strutturali quali la dimensione familiare e aziendale e la presenza di forme societarie non adeguate. In quest’ottica occorre assicurare una rivalutazione dei cespiti immobiliari e dei beni immateriali, effettivamente strumentali all’attività d’impresa con una contestuale riduzione fiscale sugli utili reinvestiti in attività di ricerca, sviluppo e ammodernamento».
Le piccole aziende soffrono anche per i ritardi nei pagamenti da soggetti pubblici.
«Con questa risoluzione sarà possibile garantire alle Pmi il rispetto dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni dei lavori svolti anche in considerazione delle modifiche che l’Ue intende apportare alla direttiva europea sui ritardi di pagamento, al fine di prevedere che le Pmi siano realmente pagate entro 30 giorni dai soggetti pubblici, anche attraverso meccanismi di compensazione».
Sono previsti altri aiuti?
«Bisogna individuare le misure per agevolare la possibilità per le imprese di cedere i crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione; assicurare alle Pmi l’accesso al credito anche in una situazione di crisi internazionale come quella attuale, potenziando il fondo di garanzia dei Confidi.