Aggredì il ghisa per una multa, Corona condannato a risarcirlo

Uno stakanovista del codice penale, un collezionista di reati, un irriducibile dell’insubordinazione alle norme: se Fabrizio Corona non esistesse, almeno in tribunale se ne sentirebbe la mancanza. Nella sua ricerca quasi bulimica di rogne giudiziarie ieri Corona aggiunge un’altra perla alla sua collana: la Cassazione lo condanna a risarcire un vigile urbano milanese che il re del gossip aveva aggredito nel remoto agosto 2002, quando ancora la sua stella doveva conoscere lo zenit e il declino.
Quel giorno, entrato trionfalmente con il suo Suv in piena zona a traffico limitato e colto in flagrante dalla pattuglia della polizia locale, Corona invece di abbozzare come qualunque mortale aveva reagito sbraitando e mettendo le mani addosso al vigile Alessandro Rotellini. In primo grado era riuscito a cavarsela per un difetto procedurale. La Corte d’appello lo aveva condannato per lesioni e minacce. Ma Corona aveva fatto ricorso in Cassazione, non badando a spese legali (d’altronde si dice che ogni tanto si dimentichi di pagare anche i suoi avvocati). Ieri, in meno di un’ora, la Cassazione respinge il ricorso. Corona dovrà pagare. Anche se per il vigile non sarà facile recuperare fisicamente i quattrini, visto che Corona, fallito e indagato per bancarotta, è ormai ufficialmente nullatenente. Il che non gli ha impedito di venire paparazzato nei giorni scorsi alle Maldive, nudo come un neonato, insieme alla fidanzata Belen Rodriguez.
Perché un uomo in grado di consentirsi una vita così gradevole senta il bisogno ossessivo di violare sistematicamente e gratuitamente le leggi di ogni tipo è uno dei misteri del nostro tempo. Corona ha violato uno dopo l’altro il codice penale, la legge fallimentare, le norme tributarie, la legge sulle armi. Ma le regole che più fatica a introiettare sono quelle del codice della strada. Da anni guida senza patente, inanella violazioni, incriminazioni, multe da migliaia di euro con il piglio di chi non si arrende. Dieci giorni fa, giusto per non perdere l’abitudine, trovandosi imbottigliato in colonna ha saltato il cordolo e ha infilato contromano la corsia preferenziale come se fosse la cosa più normale del mondo. Stavolta - questo gli va riconosciuto - quando i vigili lo hanno fermato ha saputo tenere le mani (e la lingua) a posto.