Aggredisce la polizia per difendere «portoghese» sul bus

Il Buridda si schiera con l’illegalità Don Gallo contro i pm che chiedono la condanna dei devastatori del G8

(...) senza sostegni carbonari, ma addirittura con i comuncati stampa e gli annunci. Dopo che la senatrice Haidi Giuliani ha ribadito la sua «assoluzione» per i no global sotto processo per devastazione e saccheggio, arriva anche don Gallo a sfidare i magistrati, la legge, pur di difendere i violenti di piazza. Ma non è solo una questione di G8. Perché anche nella vita di tutti i giorni c’è chi paga il biglietto del bus e chi invece si fa addirittura arrestare pur di difendere un colombiano che voleva viaggiare gratis e non pagare la multa appena contestata dai controllori.
Un episodio, quest’ultimo, che si è verificato ieri in centro. Un extracomunitario sorpreso senza biglietto è stato fermato dai controllori dell’Amt. A quel punto una giovane donna si è scagliata contro i pubblici ufficiali. Il parapiglia che ne è seguito è stato sedato solo con l’arrivo della polizia municipale e con l’arresto della giovane donna. Resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale sono le accuse nei confronti della fermata, accuse che anche il guidice ha ritenuto valide, visto che la donna è stata portata in aula per direttissima. Il magistrato ha convalidato l’arresto e ha rimesso in libertà l’accusata, in attesa che l’avvocato possa vedere gli atti.
Prontissimo l’intervento del «Laboratorio Sociale Buridda», il centro sociale che non esita a schierarsi dalla parte del colombiano senza biglietto e della donna che ha preferito lui ai vigili. «È stata arrestata per aver semplicemente preso le difese di un ragazzo colombiano strattonato dai controllori dell’Amt e in seguito circondato e immobilizzato dalla municipale - tuonano gli esponenti del Buridda -. Un “pericoloso criminale” di 14 anni, colpevole di non avere il biglietto dell’autobus, ha prodotto un parapiglia in pieno centro dove sono accorsi agenti della polizia municipale che si sono accaniti anche sui cittadini presenti che prendevano le difese del ragazzo spaventato e in lacrime».
Nel dubbio, meglio stare contro le divise. Un po’ il concetto che ieri è tornato a esprimere don Andrea Gallo a proposito delle richieste dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani contro i no global che hanno devastato e saccheggiato Genova durante il G8. «Io mi autodenuncio, mi sento corresponsabile con i 25 imputati, devono processare anche me - tuona don Gallo -. Esprimo totale solidarietà alla manifestazione del 17 novembre a sostegno degli imputati, contro il virus perenne del Fascismo, tornato da diversi anni. Bisogna difendere il diritto delle persone a manifestare. Il 17 novembre significa tornare in piazza per riprenderci i diritti violati durante il G8». E ha aggiunto a proposito dei pm: «Hanno detto di aver chiesto pene severe, non esemplari. Volevano forse chiedere l’ergastolo»?