Aggredisce studentessa per stuprarla e la ferisce

La studentessa stava rientrando a casa in pieno giorno,
l’extracomunitario l’ha aggredita e colpita con un coltello<br />

Stava tornando da scuola a Casorezzo, piccolo Comune alle porte di Legnano. In pieno giorno. Improvvisamente è stata aggredita e trascinata dietro un’auto da un giovane extracomunitario. L’uomo ha cercato di violentarla, e per domarne la resistenza l’ha ferita al seno con un coltello a serramanico. Ma la ragazza nonostante tutto ha avuto la forza di reagire, e alla fine è riuscita a sottrarsi all’aggressore. La sera stessa lo ha denunciato, e quando lo ha incontrato in caserma lo ha identificato facendolo arrestare per violenza sessuale aggravata. Erano le 13 e 30 quando la studentessa diciottenne che frequenta un istituto superiore di Milano stava rientrando a casa dopo le lezioni.

A quell’ora il paese è pressoché deserto. Della circostanza approfitta A.S., un marocchino di 25 anni in Italia senza permesso di soggiorno che, notata la ragazza da sola, la raggiunge e dopo averla bloccata le tappa la bocca, trascinandola dietro una macchina in una zona isolata. Non perde tempo. Cerca di denudarla e quando lei si ribella estrae dalla tasca un coltello a serramanico e la ferisce al seno. Lei vuole evitare a tutti i costi la violenza sessuale, e riesce a colpire il suo aggressore. Alla fine si divincola e in lacrime corre sconvolta verso casa, mentre l’extracomunitario si dà alla fuga. In serata, dopo alcune ore trascorse in ospedale, la ragazza accompagnata dai genitori si reca in caserma a denunciare l’accaduto, fornendo ai carabinieri della compagnia di Legnano un identikit parziale del giovane, ma soprattutto alcuni dettagli del suo abbigliamento, decisivi per incastrarlo. Due in particolare: un cappellino bianco da baseball con visiera e senza loghi, e un paio di guanti da motociclista.

Il giorno dopo, setacciando il territorio, gli investigatori notano uno straniero che transita da piazza San Giorgio a Casorezzo. È molto somigliante alla descrizione fornita dalla studentessa. Lo fermano scoprendolo privo di documenti; così decidono di effettuare una perquisizione a casa della sorella dove lui dichiara di alloggiare temporaneamente. In un armadietto trovano proprio quel cappellino bianco da baseball e i guanti da moto con l’inserto in plastica. Ragionevole quindi il dubbio che possa trattarsi proprio dell’uomo che l’aveva aggredita il giorno prima. L’ipotesi è confermata dalla ragazza, convocata in caserma. Proprio mentre si trova negli uffici dell’Arma vede e riconosce senza ombra di dubbio il suo aggressore, immediatamente trasferito in carcere.