Aggredita mentre dorme sul bus

La donna, una nigeriana di 32 anni, si era appisolata durante il ritorno a casa

Stefania Scarpa

Stava rientrando come tutte le sera a casa, alla periferia di Roma, dopo una lunga e pesante giornata di lavoro. Lei, una 32enne di nazionalità nigeriana, appena salita sulla linea bus Roma-Viterbo che l’avrebbe portata a destinazione, sfinita per la stanchezza, ha pensato bene di reclinare un pochino il sedile e di appisolarsi. Ma un uomo, l’unico altro passeggero a quell’ora sul pullman, uno straniero guatemalteco di 49 anni, le è improvvisamente piombato addosso provando ad abusare di lei.
Tutto è accaduto nella tarda serata di ieri. La donna, svegliatasi di soprassalto, ha urlato attirando l’attenzione dell’autista che ha fermato immediatamente la vettura e ha chiamato il 112. L’extracomunitario ha tentato inutilmente di dileguarsi. Ma è stato raggiunto e arrestato.
Un viaggio da incubo. La nigeriana, una bella e procace ragazza, si addormenta con il volto appoggiato sul finestrino. Mentre riposa il guatemalteco non le stacca gli occhi di dosso. Giunti nei pressi di Saxa Rubra, l’uomo si alza e va a sedersi accanto alla straniera. Continua a osservarla. La tentazione è troppo forte. Alla fine comincia a palpeggiarla. Poi le si avvicina sempre di più, fino a stringerla. Quando la donna apre gli occhi, il bruto è già su di lei, la cerniera dei pantaloni sbottonata. La poveretta urla, cerca di liberarsi dalla morsa del pazzo. Il conducente inchioda. Accosta il bus. Col telefonino chiama il 112. La sala operativa dei carabinieri allerta subito la compagnia Trionfale. Da qui piombano in una manciata di minuti alcuni uomini del nucleo operativo. Il guatemalteco, braccato, cerca goffamente di ricomporsi.
Appena l’autista apre le porte per fare salire i militari, quello prova a scappare. Ma la fuga dura poco. Sotto choc e in lacrime, la nigeriana racconta ai carabinieri la sua disavventura. Il guatemalteco, nel frattempo. viene preso e ammanettato. Quindi condotto in caserma e da qui trasferito nel carcere di Regina Coeli. Dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa di essere processato per il reato di violenza sessuale.