Aggredite quattro suore in India

da New Delhi

Attacco in India contro le suore di Madre Teresa, accusate dai fondamentalisti di «sequestro e conversione forzata» di quattro bambini di età compresa fra uno e due anni. Pur presentando documenti di identità in regola, i minori sono stati strappati alle suore e ricoverati in un ospedale governativo.
L’attacco, riferisce l’agenzia missionaria AsiaNews, è avvenuto venerdì, anniversario della morte di Madre Teresa di Calcutta, quando quattro suore sono state aggredite da una ventina di attivisti del Bajrang Dal alla stazione ferroviaria di Durgh, nel Chattisgarh, Stato dell’India centrale. I radicali indù le hanno costrette con la forza a scendere dal treno, per poi consegnarle agli agenti di polizia mentre inneggiavano slogan anti-cristiani. A dispetto dei certificati presentati, per i minori è stato disposto l’alloggio temporaneo presso l’ospedale governativo di Durg, in attesa che tutti i documenti e i certificati di identità avanzati dalle suore siano verificati dall’autorità giudiziaria.
Dura la presa di posizione della Chiesa cattolica indiana che, attraverso il presidente della Conferenza episcopale, denuncia il clima di ostilità e terrore verso i cristiani. «Sono scioccato - afferma il card. Osvaldo Gracias - per le continue e infondate accuse di conversioni forzate lanciate contro le Missionarie della Carità». Il cardinale Gracias punta il dito contro quanti «continuano ad avvelenare il clima» e favoriscono lo scontro interconfessionale: «C’è un clima di intolleranza contro i cristiani che continua a montare - conclude il presidente dei vescovi indiani - e avrà pesanti ripercussioni nel lungo periodo sulla società civile».
Questo nuovo episodio di violenza contro le suore conferma il crescente clima di ostilità verso i cristiani.