Aggredito sull’autobus da baby gang e salvato dall’autista: sei minori fermati dalla municipale

Minacciano, aggrediscono e tentano di rubare il portafogli a un loro coetaneo: fermati sei minorenni.
Teatro dell’episodio di bullismo, avvenuto ieri mattina intorno alle 11, l’autobus 055, che percorre la linea Castel Verde- Grotta Celoni. La vittima è uno studente di 15 anni che stava recandosi nel centro commerciale «Roma est», in zona Lunghezza-Ponte di Nona. Avvicinato da due ragazzi, in apparenza suoi coetanei, viene colpito con un pugno al costato. Seguono le minacce per estorcergli del denaro: «Ahò, damme i soldi, damme er portafoglio, sennò te menamo», gli grida in romanesco uno dei due bulli, ma il malcapitato riesce ad allontanarsi e tenta la fuga salendo su un autobus. I teppisti, tuttavia, non demordono e lo inseguono a bordo del torpedone, continuando a pretendere la consegna del contante e del cellulare, nonché del maglione indossato dal quindicenne: «Dacce quello che c’hai, così finisce qua».
In preda al panico, lo studente chiede aiuto all’autista, che lo fa entrare all’interno della cabina guida. Ma la coppia insiste e continua a rivolgere inequivocabili gesti di minacce al ragazzo, spalleggiata anche da altri quattro minori che viaggiavano a bordo del mezzo pubblico.
Il conducente dell’Atac, a questo punto, avvisa al telefono i vigili urbani e prosegue la corsa fino al capolinea di Grotte Celoni, in zona Tor Bella Monaca, periferia est della capitale. La fermata presenta un presidio fisso della polizia municipale disposto dopo il verificarsi di numerose aggressioni, l’ultima delle quali avvenuta solo due giorni fa. Scesa dal bus, la baby gang viene fermata dai vigili dell’ottavo Gruppo. Per i giovani delinquenti scatta la segnalazione alla Procura dei minori e per chi ha più di 14 anni la denuncia. I ragazzi, che abitano tra colle Prenestino a Castel Verde, durante il fermo al comando dell’ottavo Gruppo hanno proseguito con l’ostentare atteggiamenti arroganti e da bulli anche nei confronti degli agenti . Due dei fermati frequentano l’istituto tecnico «Giovanni XXIII», lo stesso della vittima, gli altri il «Giovanni Falcone», sulla Prenestina. «Con scasro impegno», secondo quanto le prime testimonianze raccolte. Dovranno rispondere di tentata rapina.