Aggressione al banchetto della Lega a Pontedecimo

Quota ventimila. La Lega Nord è quasi a metà della raccolta firme per il referendum abrogativo della legge regionale sull’immigrazione. Quella legge promossa dall’assessore Giovanni Vesco per riconoscere il diritto alla casa, alla sanità, al lavoro a tutti gli extracomunitari, siano essi regolari o clandestini. Una legge che arriva a dare la precedenza sugli italiani anche a chi ha violato la legge.
Un referendum molto sentito anche dai cittadini, come dimostrano anche le numerose adesioni. E come dimostra anche, in senso opposto, il grave episodio accaduto ieri mattina in piazza Baracchino a Pontedecimo. Alcuni militanti della Lega Nord, guidati dal consigliere del municipio Giuliano Brighenti, stavano raccogliendo le firme quando sono stati aggrediti da un gruppo di violenti, che li hanno minacciati e hanno rovesciato il banchetto del gazebo. Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia municipale che ha registrato quanto accaduto. «Questo grave atto intimidatorio - protesta la segreteria nazionale della Lega Nord Liguria - dimostra la presenza a Genova di un vero e proprio squadrismo rosso, figlio di un deficit democratico presente nella sinistra, irrispettoso non solo della libertà di sostenere le nostre iniziative, ma anche delle decine di cittadini di Pontedecimo che avevano firmato contro una legge assolutamente discriminatoria nei loro confronti».
Il Carroccio naturalmente aggiunge che l’aggressione non fermerà la raccolta firme, che ha l’obiettivo minimo di raggiungere le 50mila adesioni in tutta la Regione entro la fine di settembre. Durante la lunga campagna elettorale appena conclusa non si era fermata la raccolta, ma inevitabilmente gli sforzi del partito si erano concentrati anche su aspetti più urgenti. Ora, prima della pausa estiva, sarà necessario un secondo sforzo organizzativo al quale sono chiamati tutti gli altri partiti dell’opposizione. E non solo. La Lega infatti ricorda come in questi giorni sia stata registrata l’adesione di molti cittadini che normalmente votano a sinistra ma che non se la sentono di lasciare che una simile legge continui a dare maggiori garanzie ai clandestini. Chi è da anni in attesa di una casa popolare o di un lavoro e si vede scavalcare, chi avrebbe bisogno di assegni di sostentamento e di aiuti per i figli a scuola è pronto a sostenere il referendum contro la legge Vesco.