Aggressione a Ostiense: le vittime non hanno ancora sporto denuncia

Il corteo dei centri sociali non ha dubbi: «aggressione fascista» ma i carabinieri stanno valutando anche altri eventuali moventi

Il «day after» dell’aggressione subita da tre giovani nella notte tra venerdì e sabato sulla via Ostiense lascia, tra gli altri, un interrogativo insolito: la mancata denuncia da parte delle vittime. Situazione particolare, visto il coro di proteste non solo del mondo politico ma anche dei centri sociali della capitale che sabato sera hanno inscenato una singolare manifestazione di protesta al Parco Schuster.
Insomma, tutti protestano, ma le vittime non hanno sporto denuncia. Ci hanno pensato i carabinieri della compagnia Eur a procedere d’ufficio per stabilire l’esatta dinamica dei fatti che hanno portato al ferimento di tre giovani (uno dei quali ricoverato al Cto con profonde ferite di arma da taglio alle cosce, con una prognosi di una settimana).
Anche se i ragazzi, al momento, non hanno ancora presentato formale denuncia, i contorni dell’aggressione sono stati resi noti fin da subito. I tre avevano appena lasciato parco Schuster dove avevano assistito a un concerto organizzato in ricordo di Renato Biagetti, il ragazzo ucciso a coltellate due anni fa a Focene. Secondo le prime testimonianze raccolte sarebbero stati circondati da un gruppo formato da una decina di teste rasate che, al grido «Zecche andate via, abbiamo i coltelli», li avrebbero prima insultati e poi presi a colpi di catena e di coltello.
Le vittime ieri sono state ascoltate dai carabinieri che hanno assunto informazioni sull’aggressione per far luce sull’accaduto. Bisogna ancora chiarire - spiegano gli inquirenti - se si sia trattato davvero di una aggressione a sfondo politico o se ci siano altri motivi all’origine del gesto. I feriti hanno riferito ai carabinieri di aver «percepito che gli aggressori fossero dell’estrema destra». Al momento dell’aggressione la strada era deserta, pochissime le auto che transitavano. «Abbiamo sentito le loro grida e poi ci hanno attaccato: avevano le teste rasate e anche catene», ha spiegato ai carabinieri Emiliano, uno dei protagonisti. Le tre vittime dell’aggressione stavano tornando dal concerto tenuto proprio al Parco Schuster per ricordare l’omicidio, avvenuto due anni fa fuori da un locale di Focene, di Renato Biagetti. Per la sua morte è stato condannato a 15 anni di reclusione Vittorio Emiliani. I giudici, però, hanno escluso matrici politiche all’origine del diverbio poi sfociato nel tragico gesto.
L’aggressione di venerdì notte è stata stigmatizzata da tutte le forze politiche a cominciare dallo stesso sindaco, Gianni Alemanno. «Alle vittime va la mia piena solidarietà - ha commentato il sindaco - e invito tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinché non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città».