Aggressioni e furti nel sottopasso della paura

Tre episodi, tutti sventati, in una settimana. Si tratta di un trentenne, forse straniero

La linea ferroviaria a Sesto San Giovanni divide piazza IV Novembre e via Roma da piazza Repubblica e via Fiume, ma il sottopasso che mette in comunicazione le due parti della città, unisce nella protesta tutti i residenti della zona Rondò.
Unanime, infatti, il grido di accusa contro l'amministrazione sollevato dagli stessi abitanti della circoscrizione costretti ogni giorno a fare i conti con scippi, furti e aggressioni.
Solo ultima in ordine di tempo la rapina a una coppia di peruviani, in Italia con regolare permesso di soggiorno. I due ragazzi sono stati bloccati durante la scorsa notte da alcuni giovani loro connazionali proprio nel sottopasso. Uno dei rapinatori ha tenuto ferma la ragazza mentre l'altro ha convinto, a suon di calci e pugni, il giovane peruviano a farsi consegnare i pochi euro che aveva nel portafoglio e il telefonino. I due malviventi, poi, sono stati fermati a pochi metri dalla fermata della metropolitana da una volante della polizia che stava passando ma sono sempre di più le denunce di furto e le segnalazioni che si accumulano sulle delle forze dell'ordine relative a episodi di microcriminalità che avvengono lungo la la linea rossa del metrò.
Nel piccolo parco situato a pochi metri dall'uscita del sottopasso del Rondò, non passa settimana che gli agenti non fermino degli extracomunitari, soprattutto sudamericani minorenni che spacciano hashish.
«Il sottopasso - spiega Paolo Bosisio, solo una delle tante persone costrette a percorrerlo per raggiungere la metropolitana e andare al lavoro - è ormai diventato la seconda casa di zingari ed extracomunitari all'apparenza dediti alla vendita di cd, dvd e borse. Scippi e furti, però, sono in continuo aumento. È uno scandalo che l'amministrazione non faccia nulla. La legge c'è. Invece di partecipare a incontri in Provincia per trovare un posto ai nomadi nella cintura milanese, la giunta deve iniziare veramente a tutelare i cittadini che pagano le tasse».
L'esasperazione è avvertibile anche dalla voce di alcuni pensionati. Qualcuno, poi, sposta il problema alla superficie. Sottolineando che non è solo il sottopassaggio ad essere pericoloso. E che, salvo alcune piccole zone, comunque l'intera città non è più sicura soprattutto ora che si sta andando incontro all'estate».
Basta, infatti, navigare sul sito del Comune per imbattersi in aspre lamentele contro l'amministrazione dell'ex Stalingrado d'Italia, al cui vertice, fino a qualche anno fa, c'era proprio il presidente della Provincia, Filippo Penati.