Aggressività e litigiosità in crescita

da Roma

Gli italiani sono diventati più aggressivi e rissosi. Spesso sono proprio i rapporti più stretti, padre e figlio, marito e moglie, ad essere connotati da una modalità rabbiosa che può sfociare in vera e propria violenza. Il rapporto Censis individua nella società italiana i segni di uno sfaldamento del tessuto sociale e di un degrado delle relazioni familiari e private, causato da un senso generale di disorientamento e perdita dei ruoli. Il risultato negativo è la diffusione capillare di comportamenti e modalità espressive improntate alla rabbia e alla violenza.
Così ecco che gli «stadi diventano luogo catartico di un’aggressività sociale» e i ragazzi anche «in famiglia sostituiscono al “papà non mi ha capito“ direttamente il “sei stupido“, scandito come intercalare impietoso di un lessico familiare in sofferenza». Il Censis ci dice che crescono le violenze in famiglia per incapacità di accettarsi l’un l’altro.
Di fronte a questa «degenerazione antropologica» gli italiani continuano comunque ad essere troppo indulgenti con se stessi e affetti dalla doppia morale. Ciascuno cerca raccomandazioni ed evade il fisco ma è pronto a scandalizzarsi per malefatte «più altisonanti» compiute dagli altri. Altro vizio nazionale è quello della pigrizia fisica e psicologica, quasi un virus che colpisce tutti gli strati di una società conservatrice pronta «a ripetere lo stesso gioco all’infinito, magari lamentandosene, ma mai pensando di disfarsene». Gli italiani secondo il Censis rifiutano di crescere, «si nascondono dietro emozioni virtuali e rifiutano di mettersi in gioco».