Agguato a Bagdad uccisa la sorella del vicepresidente

da Bagdad

Giornata di sangue in Irak e non solo per l’attentato agli italiani. La sorella del neoletto vicepresidente, il sunnita Tareq al Hashimi, è stata uccisa in un agguato a Bagdad, mentre altre 15 persone sono morte negli scontri scoppiati a Ramadi e Baquba tra forze Usa e irachene e la guerriglia. Altri 16 corpi senza vita sono stati trovati dalla polizia nella capitale e in altre città del paese. Mayson Ahmed Bakir al Hashimi, 60 anni, sorella di al Hashimi, è stata uccisa a colpi di arma da fuoco da un commando a bordo di una Bmw mentre usciva dalla sua abitazione di Bagdad, attorno alle 8 locali, le 6 in Italia. Nell'agguato è rimasta uccisa anche la sua guardia del corpo. Si tratta del secondo lutto in pochi giorni per il vicepresidente Al Hashimi: il 13 aprile scorso il fratello Mahmoud Al Hashimi era stato ucciso in altro agguato nell'area orientale della capitale, a maggioranza sciita.
Altre sette persone sono rimaste uccise a Baquba, 60 chilometri a nord-est di Bagdad. «Quattro posti di controllo della polizia, situati in diversi punti della città, sono stati presi di mira quasi simultaneamente con armi di piccolo calibro, causando la morte di sette persone, tra cui cinque poliziotti», ha detto una fonte della sicurezza locale. Sempre a Baquba, un kamikaze si è esplodere in un ristorante, uccidendo tre bambini e ferendo altre 10 persone. A Ramadi infine, 115 chilometri a ovest di Bagdad, le truppe americane hanno lanciato un raid aereo contro postazioni dei ribelli, uccidendo otto militanti.