Agguato al confine: due israeliani uccisi da terroristi

da Gerusalemme

Militanti armati palestinesi hanno sparato e ucciso ieri sera due israeliani presso il valico di frontiera di Kissufim, nella Striscia di Gaza, e ne hanno feriti altri tre. Uno dei due assalitori è stato ferito e catturato, mentre il secondo è riuscito a fuggire e viene ricercato. L'attacco non è stato rivendicato finora. Kissufim è il punto di passaggio più importante utilizzato dai coloni di Gush Katif, nella parte meridionale della striscia di Gaza, che dovrebbero evacuare quell'area, secondo il piano di ritiro preparato dal premier israeliano Ariel Sharon ma non condiviso dai diretti interessati. Nella notte è scattata la rappresaglia israeliana, con lancio di missili da parte di elicotteri sul campo profughi di Khan Yunis.
Le forze di sicurezza israeliane hanno inoltre annunciato di aver sventato un attentato suicida venerdì a tarda sera, catturando un palestinese che indossava una cintura esplosiva nei pressi del kibbutz Nir Am, nel sud di Israele, «non lontano» dalla fattoria del premier Ariel Sharon, che poche ore prima vi aveva incontrato il segretario di stato Usa, Condoleezza Rice. Secondo la fonte israeliana, l'attentatore apparterrebbe alle «Brigate dei Martiri di Al Aqsa» e sarebbe entrato in territorio israeliano dalla zona settentrionale della striscia di Gaza.
Forte pressione intanto viene esercitata dagli Usa su israeliani e palestinesi perché tengano vivo il dialogo che deve portare prima a una stabilizzazione della tregua, poi a un ordinato ritiro da Gaza - non sotto il fuoco dei miliziani ed evitando che la Striscia cada nelle mani di Hamas -, e infine a un rilancio del processo di pace.
Questo il messaggio che il segretario di Stato Condoleezza Rice, in missione nel Medio Oriente dopo che la fiammata di violenza degli ultimi giorni aveva fatto temere il peggio, ha portato di persona ai due grandi protagonisti dell’esitante nuovo corso israelo-palestinese, il premier Ariel Sharon e il presidente Mahmud Abbas (Abu Mazen).
Venerdì la Rice ha visto il premier israeliano nel suo ranch dei Sicomori, nel deserto del Neghev. Secondo fonti israeliane, ha insistito con Sharon per un coordinamento vero del ritiro da Gaza, che finora, lamenta l’Anp, non c’è stato. Una situazione che secondo i dirigenti palestinesi potrebbe avvantaggiare gli estremisti di Hamas nella Striscia.
Con Abu Mazen e con il premier palestinese Abu Ala la Rice ieri ha insistito perché l’Anp «raccolga le armi dei gruppi armati e garantisca che il ritiro da Gaza non si svolga sotto il loro fuoco». Questa è la richiesta prioritaria di Israele.