Agguato mafioso: bomba sotto l’auto di un poliziotto

Intendiamoci, il bel gioco del calcio - o anche, più minimalisticamente, il gioco del calcio - è un’altra cosa.
Intendiamoci, raramente si è vista al Ferraris una squadra giocare male come il Crotone; in confronto, a tratti, il Cittadella sembrava la succursale del Barcellona.
Intendiamoci, la squadra che ha un monte ingaggi che è più del doppio della seconda formazione della serie B e vicinissimo a quello che, lo scorso anno, era l’ottavo di tutta la serie A, è ben lontana dal dimostrare tutti questi soldi.
Intendiamoci, Gianluca Atzori non è diventato in tre giorni un fenomeno della panchina, pronto a sostituire Pep Guardiola al Barcellona di cui sopra. E, allo stesso modo, la squadra messa in campo dal tecnico blucerchiato, anche ieri, non ha aiutato chi la guardava ad innamorarsi del calcio. E illudersi che tutti i problemi siano risolti, acuirebbe la crisi della Sampdoria, anziché risolverla.
Ma, fatte tutte queste premesse, è innegabile che la vittoria di ieri con il Crotone rasserena il clima in casa Samp. Soprattutto, ridà una speranza a una squadra che sarebbe uscita a pezzi da un passo falso contro i calabresi. Ed è una vittoria che - seppur propiziata da un’autorete e da un gol macchiato da un fuorigioco che dalla tribuna è sembrato piuttosto netto - è comunque frutto delle scelte pesanti dell’allenatore. Perché la vera notizia della partita non arriva dalle pagelle di chi ha giocato, ma dai nomi di coloro che erano in panchina e non hanno giocato: (...)