Agguato mortale nella guerra per il controllo della droga

Albanese di 26 anni ucciso in un bar di Montespaccato. Ferito un connazionale

Un uomo assassinato, un altro in gravi condizioni e un terzo scampato per miracolo a un agguato. Il primo episodio si registra all’alba di venerdì a Spinaceto; il secondo, più grave, in un bar di Montespaccato. Una guerra fra bande per il controllo del traffico di sostanze stupefacenti? Questa la pista più seguita per l’omicidio di Nicolli Zef, 26 anni albanese, piccoli precedenti penali, ufficialmente nullafacente ma in possesso di una potente Jaguar. La stessa fuoriserie con cui la vittima era arrivata davanti al bar La Palma in via Gattinara, assieme a un connazionale, Marian Fishta, 30 anni rimasto ferito in quella che per gli inquirenti è stata una vera esecuzione. A ricostruire il blitz gli uomini della III sezione della Squadra mobile romana: sono le 22,30 quando dalla Jaguar scendono i due stranieri. Bei vestiti, fare deciso, la coppia entra nel locale ancora aperto. Due o tre uomini, a seconda dei testimoni, li seguono all’interno. Pistole in pugno, si avvicinano ai due e sparano una decina di colpi. Nicolli cade a terra, centrato in pieno petto e alla testa, Marian a una spalla. Poi il gruppo di fuoco scompare nel nulla. Niente tracce sul posto tranne quelle delle pallottole. Il proprietario del bar, la moglie e un giovane avventore, terrorizzati, hanno appena la forza di chiamare i soccorsi. Quando arrivano i sanitari del 118 il 26enne è in un lago di sangue ma respira ancora. Una corsa a sirene spiegate verso l’Aurelia Hospital anche se per il primo non c’è niente da fare.
Di regolamento di conti si può parlare anche per l’agguato teso a Emiliano Belletti detto Alvaretto, 35 anni di cui diversi passati nelle patrie galere per traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, armi. Tra il Belletti e Claudio M., 46 anni, non correva buon sangue. Nonostante i due fossero in società con un negozio di calzature, i loro rapporti si erano deteriorati. Al punto che verso le 5,30 sempre di venerdì scorso Belletti decide che con Claudio è ora di farla finita e di fargli pagare un debito di 20mila euro. Dalle minacce ai fatti quando l’uomo si presenta con un complice sotto casa di Claudio, in via Nazareno Strampelli. Citofona e quando il suo obiettivo si affaccia a una finestra tira fuori una pistola di grosso calibro, ed esplode 6 colpi. Alvaretto ripiega verso via dell’Idroscalo, a Ostia, dove vive la madre. Qui i poliziotti lo arrestano insieme con un moldavo di 24 anni, Ion Bordan, che nascondeva cocaina.