Agguato al primario Austoni. «È stata una vendetta»

Ignazio Mormino

Edoardo Austoni, 60 anni, il docente universitario ferito ieri sera con alcuni colpi di pistola in un agguato alla clinica «Casa di Cura Privata del Policlinico» di via Dezza 48, è urologo e andrologo tra i più famosi d’Italia, cattedratico dell’Università di Milano e figlio di un chirurgo famoso che operava - almeno così si diceva - soltanto i grandi borghesi. Austoni è certamente un uomo difficile, cosciente del suo valore, incapace di accettare compromessi. La sua carriera, dalla clinica urologica di via Pace dove ha cominciato, all’ospedale San Giuseppe, dove ha costruito una divisione-modello di urologia, è fatta solo di successi. Da dieci anni a questa parte anch’egli ha ceduto alla sirena del Viagra, diventando presidente della Società italiana di andrologia, carica che attualmente non ricopre più.
I suoi collaboratori ne parlano come di un grande maestro, molto severo, molto autorevole, pronto al rimprovero ma anche all’elogio. È difficile pensare che un uomo come lui abbia grandi amici o grandi nemici. Gli inquirenti seguono comunque la pista della vendetta. Sposato tre volte, Austoni ha sempre avuto un debole per le donne, ma questo non basta a prospettare uno scenario di gelosia per spiegare il triste fatto di cronaca che si è consumato ieri sera. Il medico stava uscendo in retromarcia, sulla sua Porsche, quando due uomini armati gli si sono avvicinati: uno di loro ha sparato diversi colpi di pistola che hanno perforato la portiera del lato guida dell'auto sotto il finestrino. Il primario non è in pericolo di vita (...).