Agguato in strada Il killer spara fucilate sul bimbo di 11 anni

Palmi, il piccolo è grave. Ucciso il padre, un cuoco che non avrebbe alcun legame con la malavita

da Palmi

Una normale serata d’estate, in compagnia della mamma e del compagno di quest’ultima. Una serata passata all’insegna dell’allegria e del divertimento in centro a Palmi, poi intorno alle 2 di notte il rientro a casa, nella piccola costruzione, abusiva, costruita proprio sulla spiaggia di Palmi, a un tiro di schioppo dalla riva del mare: è la tragedia. Un killer con il volto coperto sbuca dall’oscurità e preme il grilletto almeno quattro volte all’indirizzo di Saverio Arfuso, 43 anni, di Seminara, che lavora a Parma come cuoco e insegnante nell'istituto alberghiero. L’uomo muore all’istante.
Ma nell’impazzare dei colpi uno ferisce in maniera grave alla schiena il figlio della compagna dell’uomo. Scattato l’allarme, sul posto arrivano gli agenti del commissariato di Palmi e della squadra mobile di Reggio Calabria che hanno avviato le prime indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi. Il piccolo, trasportato d’urgenza presso il nosocomio di Gioia Tauro, è stato poi trasferito nel reparto di rianimazione degli ospedali «Riuniti» di Reggio Calabria, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. In un comunicato diffuso dalla direzione sanitaria del nosocomio reggino si è appreso che il bambino, «pur rimanendo in prognosi riservata, ha reagito alle cure dei sanitari ed è cosciente». L'agguato è scattato mentre Arfuso, assieme alla compagna (una quarantaseienne della zona, insegnante all'istituto alberghiero di Polistena, in provincia di Reggio Calabria) e al bambino, stava rientrando a casa a bordo di una Peugeout 207.
La donna è scesa dall'auto per aprire il cancello. Quando l'auto è arrivata sul piazzale davanti a casa, un uomo incappucciato e armato di fucile calibro 12 ha spinto la donna e giunto a fianco dell'auto ha sparato quattro colpi che hanno raggiunto Arfuso e il bambino, che era seduto dietro alla vittima. Ma quello di Palmi, purtroppo, non è il primo episodio che si verifica in Calabria: a giugno a Melito Porto Salvo, un bambino era rimasto ferito gravemente in in agguato contro un pregiudicato, durante una recita di fine anno scolastico e dopo due settimane e tre operazioni era uscito dal coma. Stessa sorte era toccata la vigilia di Pasqua a una bambina di 5 anni, figlia del boss Luca Megna, rimasta ferita nell’agguato che uccise il padre e che è ancora ricoverata con il proiettile nel cervello all’ospedale di Parma. Non sono mancate le reazioni a questo ennesimo fatto di sangue: «È legittimo parlare di strage degli innocenti», ha sostenuto il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei minori.