Agibilità scolastica, l’ok arriva via Internet

Augusto Pozzoli

l Comune non ha ancora rilasciato la certificazione dell’agibilità ad uso scolastico per la struttura di via Ventura 4 dove da domani riprenderanno le lezioni per gli alunni iscritti alla scuola araba bilingue intitolata al premio Nobel Nagib Mahfuz perché manca ancora un documento, quello che cambia la destinazione d’uso dello stabile in questione. Questo il rilievo notificato all’Enaip, l’ente di formazione che ha affittato all’associazione Insieme la scuola di via Ventura, venerdì pomeriggio da una pattuglia di vigili urbani. «Ancora una volta – dice Pietro Farneti, a nome di Insieme – si cerca di intralciare la nostra attività. Un modo di procedere assurdo da cui finalmente ci hanno salvato il direttore scolastico Mario Dutto e lo stesso prefetto Lombardi che ci hanno autorizzato a riaprire la scuola. Quanto a quest’ultima richiesta i tecnici dell’Enaip stanno già provvedendo a sanare la lacuna. Un atto formale che si può compiere anche via internet. Ma mi domando: per 20 anni l’Enaip ha svolto corsi come una vera a propria scuola e nessuno ha mai detto nulla. Perché solo adesso, e dopo 11 ispezioni, questo ennesimo rilievo? E poi si dice che non c’è accanimento contro di noi». Significativo il parere espresso dal difensore civico Alessandro Barbetta che così valuta l’intera vicenda: «Un’amministrazione pubblica adeguata reagisce prontamente alla domanda di soggetti sociali per dare le risposte che le competono, che si tratti di assensi o di dinieghi».
Una presa di posizione, insomma, che stigmatizza le modalità assunte dai tecnici comunali nei confronti della scuola di via Ventura che comunque altro non hanno fatto se non verificare che venissero rispettate leggi e regolamenti vari. «Siamo vittime di un comportamento estenuante – continua Farneti –. Ogni ispezione si concludeva con una nuova prescrizione, e quando mettevamo rimedio al rilievo fatto, ne arrivava uno nuovo. Del resto il professor Valerio Onida ha già ampiamente contestato questo comportamento, pronto a ricorrere alla magistratura per ottenere giustizia. Per fortuna è prevalso il buon senso, e la scuola può riaprire. Ci auguriamo soltanto che d’ora innanzi ci lascino lavorare in pace, almeno per rispetto di un centinaio di alunni a cui si deve rispetto e che devono avere il diritto di frequentare una scuola scelta dalle famiglie».