Agili e affidabili, come Buffon

In perfetta sintonia con altri brand del gruppo, anche Fiat Professional ha scelto una strategia di comunicazione in cui si miscelano la coerenza tra prodotto e immagine di marca con acutezza e ironia.
L’incontro tra questi fattori genera messaggi che attirano l’attenzione e divertono ma, nel contempo, chiariscono senza mezze misure quello che sono in grado di fare i veicoli Fiat Professional.
L'ultimo atto di questa strategia ha come protagonisti il nuovo Fiorino e Gigi Buffon, due professionisti che uniscono le loro potenzialità per arrivare dove gli altri non arrivano. Ecco, quindi, che l’abbinata Buffon-Fiorino effettua consegne porta-porta arrivando, addirittura, sui pianerottoli piuttosto che intrufolandosi in stradine strettissime perché mettono in gioco livelli d’agilità e d’affidabilità che non hanno eguali. Qualità che una particolare formazione della squadra Fiorino ha sfoderato, poche settimane fa, anche nel bel mezzo del campo dello Stadio Olimpico dove, nell’intervallo della partita Juventus-Roma, tre esemplari (uno bianco, uno rosso e uno verde) hanno tributato gli onori alla Nazionale azzurra, di cui Fiat Professional è partner sino ai Mondiali in Sud Africa del 2010.
Insomma, anche il Fiorino è un campione del mondo sebbene, nello specifico, della categoria trasporto leggero. «Il concetto che volevamo trasmettere abbinando i nostri mezzi a testimonial che sono indiscussi “numero uno” nel loro campo - dice Marco Monacelli, responsabile comunicazione di Fiat Professional - era quello che noi abbiamo la vocazione di lavorare da professionisti per i professionisti».
Un concetto ben espresso già dalla prima campagna di questo filone, correva il 2006, nella quale Gianluigi Buffon, Fabio Cannavaro, Gianluca Zambrotta e Alessandro Del Piero erano invitati da mister Giovanni Trapattoni a lasciare perdere ciò che stavano facendo, a salire poi su un Ducato e ad andare a lavorare.
Anche lo Scudo della casa torinese, Van of the Year 2008, si è abbinato a un indiscusso Numero Uno, ovvero il sette volte campione del mondo di Formula 1, Michael Schumacher.
Non lo accompagnava, però, su nessuna pista, bensí in una dei tanti lavori che il «neo-pensionato pilota» svolgeva nel tempo libero a disposizione.