Agli anziani il braccialetto «anti crimine»

da Genova

Per mettere le mani avanti dice subito che «non è un’emergenza ma un servizio». Marta Vincenzi è il sindaco di Genova e parla di sicurezza. Una parola finora tabù per la sinistra, che improvvisamente però scopre che le città la sicurezza la chiedono. Così Marta Vincenzi una scelta di sicurezza la fa e regala braccialetti agli anziani. Il progetto di cui aveva parlato in campagna elettorale parte come sperimentazione. Si tratta di un «tutor elettronico», un meccanismo da far portare al polso degli anziani soli e «in condizioni di fragilità».
Dai prossimi giorni verranno consegnati a circa 50 anziani i primi braccialetti e le prove andranno avanti per sei mesi. Ma cosa fanno davvero questi braccialetti prodotti dalla Elsag Datamat e, almeno inizialmente, offerti gratis? Funzionano come segnalatori di allarme, grazie ai sensori che rilevano il fumo e al comando antiintrusione che può essere attivato in caso di pericolo. Ma dovranno anche tenere compagnia all’anziano in casa. È quella che si chiama la funzione di «teleconforto», che consente alla persona sola e bisognosa di attenzioni di mettersi in contatto audio e video con la centrale operativa, ma anche con i familiari.
Il sindaco ribadisce proprio questo aspetto. «Il progetto Genova città sicura parte con gli anziani - ha aggiunto - e dimostra come sia importante inquadrare il tema della sicurezza in un’ottica di servizio, piuttosto che di emergenza. In questo caso, in particolare, è la tecnologia a mettersi al servizio delle persone». Agli anziani ovviamente non verranno consegnati solo i braccialetti da indossare, ma veri e propri kit ad alta tecnologia. Che i tecnici dovranno provvedere a installare nella speranza che l’utilizzo sia sufficientemente semplice per gli anziani. Nelle case delle 50 «cavie» arriveranno infatti anche un box di comando, un telefono cordless, una webcam, e un sistema per la connettività Adsl. Paroloni che però gli anziani non saranno tenuti a conoscere, in quanto per loro le «istruzioni» per l’uso saranno limitate a qualche tasto da imparare a premere in caso di necessità.
Il progetto coinvolgerà, oltre all’amministrazione comunale e alla polizia municipale, le associazioni Auser Liguria e Anteas, la cooperativa sociale Televita e la società di Mutuo Soccorso della polizia municipale, che garantiranno la presenza di volontari nella centrale operativa tutti i giorni dalle 8 alle 20. Di notte sarà invece garantito il collegamento con il centro operativo di area (Coa) della polizia municipale. La selezione dei 50 anziani su cui provare il braccialetto non sarà difficile, visto che il Comune ha già una lista di persone in difficoltà da seguire.
Non bisognerà comunque attendere tutti i sei mesi di prova per capire se l’amministrazione comunale genovese di centrosinistra deciderà di proseguire nel progetto-sicurezza grazie al braccialetto per gli anziani indifesi. Entro tre mesi si studieranno i primi risultati per decidere eventualmente di finanziare il progetto vero e proprio.