Agli Arcimboldi sbarca l’isola che non c’è

Seconda stella a destra, e poi dritto verso gli Arcimboldi. É infatti nel prestigioso spazio di viale dell'Innovazione - il cui ampio palcoscenico sta trasformandosi nella casa prediletta per i musical in arrivo in città - che andrà in scena, dal 20 marzo al 5 aprile, Peter Pan Il Musical. O meglio, come ci tiene a definirlo l'autore del suo spartito musicale Edoardo Bennato, il «rock musical». E la spiegazione è tutta qui: «La fiaba di Peter Pan - punzecchia con il suo consueto stile il cantautore napoletano - viene dalla penna dell'inglese J.M. Barrie, ma a dirla tutta gli angloamericani l'hanno sempre portata in scena, in forma di musical o quant'altro, in una veste evanescente e melensa. Ci volevamo noi italiani, che per molti aspetti viviamo ai confini dell'impero anglosassone, per realizzarne una versione con gli attributi. Non va dimenticato che i bambini adorano il rock'n'roll, e che una storia come questa ha tanti angoli rockettari».
Edoardo Bennato aveva già sognato tutto prima, molto prima, in quel lontano 1980 in cui sfornò il suo album-concept «Sono solo canzonette», successo strabiliante in classifica, tutto dedicato alla favola di Peter Pan: «Evidentemente, i sogni diventano realtà - prosegue divertito Bennato - Ho anche integralmente tradotto in inglese tutte le canzoni dell'opera, in attesa di piazzarla all'estero, in Nord Europa. Io poi non mi fermo qui: anche se i Pooh hanno osato realizzare il loro Pinocchio, il mio album Burattino senza fili (1977)è già lo spartito perfetto per un musical, e aspetto solo di dargli forma definitiva. Non è finita: ho musiche e copione già pronti per un musical sul Pifferaio Magico: aspetto solo di convincere Arturo Brachetti ad accettare il ruolo da protagonista». Lui, il «mago Arturo» (in arrivo proprio questo week end a Milano, al Teatro Smeraldo con il suo nuovo show Gran Varietà Brachetti), è seduto a poca distanza dal rocker partenopeo, sorride e fa capire di pretendere un lungo e incessante corteggiamento. Proprio a Brachetti si devono gli effetti speciali di questo Peter Pan che, negli ultimi due anni, è stato Biglietto d'Oro, macinando record su record, raggiungendo solo nell'anno appena trascorso le centottanta repliche: Peter Pan e i suoi amici di fiaba, infatti, volano sul serio sulla città di Londra, grazie ai trucchi dell'illusionista fuoriclasse torinese, che ci tiene a spiegare perché Peter Pan il Musical terminerà proprio agli Arcimboldi il suo viaggio lungo tre stagioni: «Tre anni fa gli Arcimboldi erano una cattedrale in un deserto, un cadavere di mammuth nella periferia milanese. Ci si chiedeva come portare ogni sera più di duemila persone in sala, il Comune e la società dei Pomeriggi Musicali si rassegnò a concedere lo spazio al musical. Arrivarono due spettacoli cosiddetti popolari, e la crisi finì: Peter Pan e il mio show». Sottinteso: e in entrambi c'entro io. Quanto all'immortale storia di Peter Pan, che introduce nel mondo dell'eterna infanzia la dolce Wendy e i suoi due fratellini, Brachetti dice: «É una storia che parla a tutte le generazioni, ai bambini certamente, ma anche a noi adulti non riusciti che siamo gli artisti. Noi creativi restiamo sempre bambini: io sono un tredicenne incastrato nel corpo di un cinquantenne». Da novembre scorso, nella sua tournée conclusiva per la regia di Maurizio Colombi e le coreografie di Chiara Valli e Gillian Bruce, Peter Pan si affida a un cast interamente rinnovato: non più Manuel Frattini, ma il giovane Massimiliano Pironti nel ruolo del folletto senza età, l'ex stellina del programma tv Amici Marta Rossi nel ruolo di Wendy, Nicolas Tenerani in quelli di Capitan Uncino e un divertente pirata Spugna nella persona di Ugo Conti. Per Marta Rossi, il passaggio dalla tv al palcoscenico è di quelli che non si dimenticano: «Ad Amici il rapporto col pubblico non è lo stesso, tutto segue le regole televisive - spiega - In teatro la reazione del pubblico è diretta, immediata, molto più gratificante». Una battuta se la concede anche il "pirata" Ugo Conti, indimenticato soldato in Mediterraneo, il film Oscar di Gabriele Salvatores: «Tuffarsi nelle celebri canzoni di Edoardo Bennato è stato come recuperare il proprio passato: quando un musical può contare su una colonna sonora del genere, parte già vincente».
Al Teatro degli Arcimboldi
dal 20 marzo al 5 aprile