«Agli attacchi politici rispondiamo col silenzio»

Il presidente Marini: «È nel nostro destino essere colpiti»

da Roma

Agli attacchi della politica la magistratura deve «rispondere con il silenzio». Il presidente della Corte Costituzionale, Annibale Marini, è ben attento a non avventurarsi sul terreno di scottanti temi di attualità nel corso del tradizionale incontro con la stampa di inizio anno, il presidente, eletto otto anni e mezzo fa giudice costituzionale dal Parlamento su indicazione del centrodestra, non si sbilancia. A una domanda, però, Marini non si sottrae. Ed è quella sull’aspro scontro tra politica e «toghe», proprio all’indomani dell’appello dell’Anm di non coinvolgere più la magistratura nella campagna elettorale, altrimenti le istituzioni andranno in pezzi. Marini ricorda che anche la Corte Costituzionale è stata oggetto di attacchi (i più recenti risalgono a quando Gustavo Zagrebelsky, eletto presidente della Consulta, fu accusato da Forza Italia di non essere neutrale): «Il nostro atteggiamento - sottolinea - è stato quello di rispondere agli attacchi con il silenzio, senza altre polemiche.
È nel destino del giudice essere attaccati: è uno dei tanti pesi che dobbiamo portare». Certo, meglio sarebbe se i giudici non fossero bersaglio di accuse, ma quando ciò avviene «bisogna sopportare quella che certamente non è una condotta commendevole».