Agli chef piace il cibo-spazzatura

I grandi cuochi riabilitano ciò che un tempo era considerato "dannoso":
cioccolata, patatine fritte e hamburger. Il celebre gourmet Adrià: "Mangiate da Mc Donald’s"

Ferran Adrià che consiglia di mangiare al Mc Donald’s è come Giorgio Armani che invita a comprare i vestiti al mercatino. Il paradosso è il condimento-base di cui si nutrono sia i grandi chef sia i grandi stilisti, a dimostrazione di quanto moda e gastronomia abbiano in comune più di un ingrediente. Per verificarlo basta buttare un occhio su un piatto di nouvelle cuisine o su una passerella di prêt-à-porter: mentre a tavola è un trionfo di cibo-spazzatura, ai défilé è un fiorire di modelli-immondizia. Ma oggi il «rifiuto», lungi dal togliere l’appetito, piace come non mai. E poi, con la scusa che «i gusti sono personali», si può nobilitare davvero tutto.
Ma cosa prevede, in dettaglio, l’Andrià-pensiero? A pubblicare la nuova filosofia del famoso capo-chef del ristorante El Bulli nella Costa Brava, è stato il britannico The Independent, sfornando un ghiotto (almeno per gli inglesi) dibattito. La tesi di fondo, più che mettere l’acquolina in bocca, potrebbe scatenare problemi gastroenterici. Fenomeno di nicchia? Macché. Sulle più autorevoli riviste internazionali di «alta cucina» si sprecano le ricette che esaltano gli abbinamenti più stravaganti: «Trota alla griglia con flan di Nutella», «Tagliolini in brodo con gelatina di fragole», «Salumi misti al laim dei Caraibi» (sì, proprio il laim, lo stesso del mitico bagnoschiuma Fà); cibo-spazzatura, appunto, con tanto di riabilitazione per patatine fritte, cioccolata e hot dog, arachidi e surgelati.
«Niente di meglio di un hamburger col ketchup e maionese», sentenzia Adrià, fingendo di prendere le distanze dalle sue celebri 35 portate versione «exclusive». Ogni anno 2 milioni di persone provano a prenotare nel suo ristorante: i pochi eletti che ce la fanno, dicono che ne valga la pena.
Ferran Adrià ha iniziato la sua carriera culinaria nel 1980 mentre lavorava come lavapiatti all'Hotel Playafels nella città di Castelldefels. A quei tempi Ferran non aveva un soldo e gli hamburger di Mc Donald’s doveva mangiarli giocoforza. Insomma, «burgista» per necessità. Forse, memore di quei romantici ricordi di gioventù, l’ormai ricco Adrià si è ora lanciato in questo amarcord gastronomico al profumo di carne alla piastra e bacon fritto e cheese filante.
Adrià è spesso associato alla Gastronomia molecolare assieme allo chef inglese Heston Blumenthal. L'obiettivo di Adrià è di «creare un inaspettato contrasto di sapori, temperature e colori. Niente è quel che sembra. L'idea è di provocare, sorprendere e deliziare». Questo, «combinato con una buone dose di ironia e senso dell'umorismo», rende le sue portate «molto impressionanti». Come dice lui: «Il cliente ideale non viene a El Bulli per mangiare, ma per provare un'esperienza».
Il ristorante è aperto solamente da aprile a settembre, Adrià impiega infatti i restanti mesi mettendo a punto piatti nel suo laboratorio El Taller a Barcellona. Oggi è considerato uno dei migliori chef nel mondo ed è stato incluso nella lista, compilata dal Time, dei cento uomini più influenti al mondo.
Bambini e ragazzi sono meno attenti alla propria salute rispetto alle coetanee quando si mettono a tavola. Infatti un’indagine pubblicata sul British Journal of Nutrition ha evidenziato come i maschi vadano più spesso a caccia di cibo spazzatura mentre le femmine sono più attente e mangiano cibi sani come frutta e verdura.
Secondo i ricercatori del Cancer Research britannico le scelte alimentari dei maschietti avranno un contraccolpo sulla loro salute futura contribuendo a metterli a rischio cancro e malattie cardiovascolari.
La ricerca ha coinvolto 1300 giovani e giovanissimi tra i 4 e i 16 anni proponendo loro di votare i cibi preferiti tra 115 diverse pietanze. Nella top ten dei ragazzini figurano gelati, cioccolata e pizza, biscotti al cioccolato, succo di frutta e bibite: in quella delle coetanee permangono inamovibili pizza e cioccolata ma vi figurano pure cibi più salutari come frutta (fragole in particolare) e pasta.
Intanto tra i blogger-gourmet c’è chi sente puzza di bruciato e teme pasticci; il più sospettoso è un tale «Luca-Seo»: «Le dichiarazioni di Adrià vengono volutamente travisate e se qualcuno pensa davvero che egli voglia che la gente mangi da McDonald secondo me o è in malafede o non ha capacità di giudizio».
Quanto ad Adrià, c’è grande attesa per la sua prossima creazione delizia-palati: una rivisitazione tartufata del Big Mac.
Buon appetito. E, possibilmente, buona digestione.