«Agli eredi del fascismo i fischi sono giustificati»

D’Ambrosio non candanna l’attacco al ministro. Ferrante: «Le sono accanto»

A cantar fuori dal coro questa volta è Gerardo D’Ambrosio. Giustifica fischi e insulti l’ex capo del pool di Mani pulite, neo senatore ds che ha percorso la via giudiziaria al Palazzo. «È chiaro - sprizza veleno - che in una manifestazione che rappresenta il termine di una lotta di resistenza che era una resistenza contro questi che sono gli eredi dei fascisti di allora, una contestazione può anche ritenersi giustificata». Unico, anche nel centrosinistra, a evitare la condanna. «Gli attacchi rivolti a Letizia Moratti - stigmatizza l’ex prefetto Bruno Ferrante - sono da condannare. Nel ricordare i valori della Resistenza che sono anche quelli della tolleranza, questi modi di manifestare non c’entrano proprio». Cerca di cavarsela con una giravolta un po’ ipocrita Filippo Penati. «Quando c’è tanta gente - sentenzia il presidente della Provincia - qualche disordine, qualche atto irresponsabile non manca mai». Secca la replica di Guido Manca, assessore azzurro. «Ancora una volta la canaglia comunistoide che non perde occasione per manifestare il suo livore antidemocratico, si è resa protagonista di una vigliaccata politica». Deciso anche il consigliere di Forza Italia Fabrizio De Pasquale. «La base della sinistra è così intrisa di odio politico che non si ferma nemmeno davanti a un ex deportato e nemmeno dopo aver vinto le elezioni». Amareggiato si dice l’assessore Giulio Gallera. «Un atteggiamento vergognoso di una sinistra intollerante e violenta. I valori della libertà e della Resistenza sono stati traditi dal popolo della sinistra».
«Tutta la mia solidarietà - le parole del governatore Roberto Formigoni - a Letizia Moratti fatta oggetto di contestazioni incivili e del tutto ingiustificate ma che purtroppo danno il segno di come una parte della sinistra ritiene debba essere la democrazia: vietare il diritto di cittadinanza a chi non la pensa esattamente come te. E complimenti per avere compiuto assieme al padre, ex deportato a Dachau, quello che è stato un gesto di coraggio anche se è molto triste dover compiere gesti di coraggio per manifestare le proprie idee». Gianpietro Borghini, ex comunista, ex sindaco di Milano e ora assessore nella giunta Formigoni. «Quasi quasi mi manca il Pci. Ai tempi del partito comunista nessuno si sarebbe sognato di fischiare i gonfaloni. I fischi e gli insulti sono stati una vergogna e un insulto alla democrazia». Di «errore gravissimo» parla anche Antonio Di Pietro. «Moratti è una candidata che si presenta agli elettori e chiede il voto. I candidati vanno rispettati tutti, perché se non si rispettano i candidati non si rispettano gli elettori». Si affida ai sottili distinguo Armando Cossutta (Pdci) e dice che «i fischi fanno parte della democrazia, gli insulti no». «I fischi alla Moratti sono stati un errore - assicura Franco Mirabelli (Ds) -, e lo dice chi come me, insieme a Ferrante, è stato fischiato alla manifestazione dopo i disordini dell’11 marzo».