Via agli sconti, supermercati a caccia di clienti

Giovanni Buzzatti

È una sfida a colpi di slogan: «Fai la spesa con 10 euro», «Giù i prezzi», «Oggi spendi meno di un anno fa». E ancora «-30, -40, -50 per cento su tantissimi prodotti», annunciano manifesti e spot. Le grandi catene di supermercati hanno dato il via alle promozioni di fine estate. «Il consumatore - spiegano - vuole sentirsi libero, le promozioni che puntano sulla quantità, come il 3x2 o il 4x2, interessano sempre meno. Si guarda al prezzo». O meglio, al prezzo più basso.
Periferia sud di Milano, primo sabato del dopo rientro. Ci sono centinaia di persone nel grande ipermercato con l’insegna bianca e blu. «I prezzi? E chi non ci sta attento oggi!», esclama Andrea, maglietta rossa e jeans. Ci si muove tra gli scaffali con il depliant delle promozioni, per ogni prodotto si confrontano i prezzi delle diverse marche (quella degli spot in tv, la linea con il simbolo del supermercato, l’alternativa «primo prezzo, più economica, di solito con il numero «1» stampato sulla confezione). Al reparto scuola, le mamme passano in rassegna zaini, matite e grembiuli.
Mancano pochi giorni alla prima campanella. C’è chi propone la combinazione zaino-astuccio-matite di marca a prezzo controllato (Carrefour), chi il set con 50 prodotti a 9.90 (Auchan). In molti supermercati (Carrefour, Cityper di via Pompeo Mariani) ci sono sconti e «buoni spesa» per chi prenota i libri di testo. Da metà settembre, nei centri Auchan, scatta la campagna «speciale informatica».
Ma è sugli alimentari che la battaglia si fa più dura. La grande distribuzione, a giugno, ha aumentato le vendite. E il merito è soprattutto delle promozioni, sempre più frequenti. Il consumatore, ricordano gli esperti di Federdistribuzione, l’associazione di categoria, non ha più interesse a fare scorta: sono il prezzo, lo sconto che attirano la sua attenzione. E allora via al -30, -40, -50 per cento, spazio ai prodotti con il marchio del supermercato e, sempre di più, a quelli di primo prezzo. «Così si viene incontro alle esigenze delle fasce più deboli», ricordano gli esperti. «E non solo. Il consumatore può decidere di risparmiare su alcuni prodotti (e scegliere la linea primo prezzo) e spendere di più per altri, di marca».
Nei giorni scorsi si è parlato di un incontro tra governo e grande distribuzione per bloccare possibili rincari d’autunno. «I prezzi, da noi, negli ultimi mesi sono addirittura scesi», ricorda Gabriele Villa, direttore commerciale di Esselunga. A partire dallo scorso marzo la catena ha tagliato i prezzi di quasi 8mila prodotti. «Fare la spesa nei nostri supermercati oggi costa in media il 6 per cento in meno di un anno fa», aggiunge Villa citando indagini e rilevazioni compiute in Italia e all’estero.
È successo lo stesso alla Coop. «Per riempire il carrello si spende il 2 per cento in meno rispetto all’estate del 2004». I consumatori possono stare tranquilli, concorda Federdistribuzione: in tutti i grandi gruppi c’è stato negli ultimi quattro-cinque mesi un calo dei prezzi dei prodotti confezionati e freschi. Unico strumento per contrastare la flessione dei consumi. La grande distribuzione aveva iniziato bene l’anno in Lombardia. A giugno la spinta si è un po’ esaurita. I dati raccontano a livello nazionale di un aumento di vendite contenuto nei supermercati (+0,3 per cento rispetto al giugno 2004) e più consistente negli hard discount (+2,3). In calo, invece, gli affari di Ipermercati e piccoli negozi. Il Nordovest è l’unica area d’Italia che, quanto a consumi, «regge».