Agnés Galand

Torniamo ancora su questa domenicana francese, morta a solo trentadue anni nel 1634, per alcuni particolari horror segnalati da Marco Tosatti nel suo Santi posseduti dal demonio (Piemme). A sette anni decise di consacrarsi e, mentre pregava in chiesa, un branco di cani neri entrarono e si gettarono su di lei per subito sparire. Era solo l'anticipo. Preso il velo, ogni volta che pregava sentiva o come il rumore delle pareti che crollavano o una voce allarmata che la chiamava. Oppure si passava alle busse vere e proprie, che le lasciavano il viso pesto. Nel 1623 entrò nel convento di Langeac e le sue consorelle furono atterrite dai fragori che provenivano di notte dalla sua cella. Una volta volò dallo scalone ma rimase prodigiosamente illesa. Le altre suore provarono a farla dormire in mezzo a loro ma la mattina la trovavano lo stesso pestata a sangue. Allora la priora la accolse nella sua cella. Quella notte, la vista di un enorme serpente che cercava di strangolare la novizia la atterrì a tal punto da procurarle una seria malattia. Queste vessazioni su suor Agnés si protrassero quattro anni, con la cadenza di due o tre volte per settimana. Il gran finale avvenne la mattina in cui la suora doveva pronunciare i voti perpetui. La trovarono mezzo morta sotto il letto e dovettero chiamare un sacerdote. Ma si riprese e, a braccia, fu portata alla cerimonia. Pronunciati i voti, tutto cessò d’incanto. Naturalmente, gli “spiriti forti” a queste favole non credono, il diavolo è un’invenzione dei preti. Così, quello è costretto a pigliarsela, apertamente, con chi ci crede eccome.
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