Agnano fuori dalle lotterie, Napoli in rivolta

da Napoli

Suscita polemiche a Napoli la decisione del governo di escludere, per la prima volta dal 1951, il Gran Premio di Agnano dall’elenco delle lotterie storiche.
Come denuncia una nota di Ippodromi & Città, la società di gestione dell'Ippodromo di Agnano, il decreto ministeriale del 20 dicembre scorso concernente l’individuazione delle manifestazioni da abbinare alle lotterie nazionali dell’anno 2007 «esclude il "Gran Premio Lotteria di Agnano", prestigiosa corsa internazionale di trotto (sport di cui rappresenta una delle quattro massime prove mondiali) e manifestazione abbinata dal 1951 alla Lotteria Nazionale perchè considerata "storica" e quindi particolarmente rilevante per la promozione artistica e culturale del nostro Paese».
«Non riusciamo a spiegarci perché una manifestazione di grande storia e tradizione come il Gran Premio Lotteria di Agnano, la cui immagine è tradizionalmente collegata alla Lotteria Nazionale sin dagli anni ’50 perchè ritenuta di grande richiamo e di assoluto prestigio, sia stata esclusa dall’elenco delle manifestazioni abbinate alle lotterie nazionali per l'anno 2007», ha detto Gaetano Papalia, presidente di Ippodromi & Città, società di gestione dell'Ippodromo di Agnano, «impianto tra i più famosi d'Italia dove il leggendario Varenne ha vinto ben tre edizioni consecutive del gran premio, un evento mai accaduto in precedenza e che è entrato di merito tra le pagine della storia sportiva».
L’esclusione dalle lotterie è un brutto colpo che ha provocato reazioni anche nel mondo politico locale. «Interverrò immediatamente presso il governo per chiedere la revoca di tale decisione», ha annunciato il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. «È assurdo - ha aggiunto il sindaco - che, nel momento in cui si ribadisce da parte governativa la volontà di una giusta, particolare attenzione per Napoli, si penalizzi la città colpendo la Lotteria di Agnano che, dopo circa 50 anni di permanenza tra le lotterie storiche, ha una tradizione ben radicata nella storia dello sport». «È assolutamente necessario - ha concluso la Iervolino - che il Governo ritorni sulla sua decisione modificandola». Un’altra voce contraria si è levata in seno alla maggioranza parlamentare. Anche Tommaso Pellegrino, deputato dei Verdi, ha chiesto al governo un ripensamento.