Gli Agnelli a Consob: Non cambia la politica degli investimenti Ifil

da Milano

«Non vedo alcuna controindicazione: la fusione per incorporazione di Ifil in Ifi porta alla famiglia vantaggi ovvi, avvicinando i dividendi. L’unico problema nascerebbe dal fatto che la Fiat tornasse in difficoltà. La semplificazione, inoltre, rende più presentabile la struttura del gruppo di famiglia. Importante, poi, è la quotazione delle ordinarie». È la riflessione di un membro della famiglia Agnelli che il Giornale ha raccolto a due giorni dal via al riassetto del gruppo.
Ieri, intanto, la riorganizzazione della galassia che fa capo a John Elkann ha avuto un impatto positivo a Piazza Affari, grazie soprattutto alle precisazioni fornite da Ifi e Ifil sulle conseguenze che la fusione delle due holding porterà a valle.
In pratica, come riporta la nota diffusa in mattinata richiesta dalla Consob, «non ci saranno conseguenze sul portafoglio e gli investimenti finora in capo a Ifil» e, dunque, l’iniziativa dovrebbe avere un impatto «sostanzialmente neutro sugli aspetti economici, patrimoniali e finanziari dell’entità risultante». Poche righe da cui il titolo della controllata Fiat ha subito tratto vantaggio, crescendo dello 0,93% a 11,06, mentre Ifi e Ifil hanno rispettivamente guadagnato il 3,08%, a 11,63 euro, e lo 0,09% (giù dello 0,71%, invece, le risparmio).
Secondo Unicredit, a cui tra l’altro l’ad della Fiat, Sergio Marchionne, avrebbe chiesto di verificare l’impatto dell’operazione sul mercato, il riassetto della galassia Agnelli è da apprezzare per due motivi: «Con una catena di controllo più breve lo sconto sul Nav dovrebbe ridursi rispetto ai livelli precedenti, pari a circa il 36% per Ifil e al 45% per Ifi; con l’operazione le azioni della nuova entità saranno più liquide». La fusione per incorporazione della controllata Ifil nella controllante Ifi, continua la nota di ieri, «mira a semplificare la catena di controllo dell’attuale portafoglio di investimenti di Ifil. Tale semplificazione intende recare beneficio agli azionisti, ai potenziali investitori e al mercato, garantisce maggiore chiarezza e trasparenza di mercato, dà luogo a una sola società con un flottante complessivo superiore e consentirà efficienza, unitarietà e focalizzazione ancora maggiori». Alla Consob le due holding hanno anche chiarito alcuni dettagli strettamente finanziari: «Con riferimento alla posizione finanziaria netta dopo la fusione - precisano ancora Ifi ed Ifil - a livello di posizione finanziaria netta consolidata del “sistema holding” relativo a entrambe, essa sarà sostanzialmente pari alla somma delle posizioni finanziarie nette (al 31 agosto 2008 pari rispettivamente a una posizione debitoria di 351 milioni circa per Ifi e a una posizione creditoria di 314 milioni circa per Ifil). Il profilo reddituale dell’entità risultante non subirà modifiche sostanziali - prosegue il comunicato - in quanto rifletterà il profilo di Ifil, con minori proventi finanziari netti (o maggiori oneri finanziari netti), derivanti dalla posizione finanziaria netta post-fusione».