Agnelli critica Petrucci"Serve tavolo per parlaredello scudetto del 2006"

Il presidente bianconero non perde tempo e si rivolge anche al nuovo ministro dello sport Gnudi per fare chiarezza sullo scudetto rivendicato dalla Juve

La diatriba che oppone la Juventus e Federcalcio relativamente all'assegnazione dello scudetto 2006 continua a interessare le pagine della cronaca sportiva. Se la Juventus in primo era stata dichiarata estranea ai fatti relativi al processo Calciopoli, ora il team bianconero si rivolge al tar del Lazio, chiedendo alla Figc "il risarcimento del danno ingiusto subito dall'illegittimo esercizio dell’attività amministrativa e dal mancato esercizio di quella obbligatoria in relazione ai provvedimenti adottati dalla Figc nell’estate del 2006 e del 2011".

Il ricorso era stato presentato dal presidente del team torinese, Andrea Agnelli, quest'estate. Il presidente si era però rivolto in un primo momento al Tnas (Tribunale nazionale di arbitrato dello sport). Il ricorso era stato motivato con il tentativo di far revocare lo scudetto 2006 assegnato all'Inter, dopo che la Figc si era rifiutata di pronunciarsi. Il 18 Luglio il consiglio si era dichiarato "non competente" a decidere sulla richiesta di revoca. Le ultime mosse del club, che aveva annunciato l'intenzione di allontanarsi dalla giustizia sportiva per farsi giudicare dalla giustizia ordinaria, avevano destato lo stupore di Petrucci, ma anche di altre voci, tra le quali l'Assocalciatori, convinti del fatto che nella vicenda siano stati coinvolti troppi avvocati, mentre sarebbe più sensato risolvere diatribe di questo tipo rimanendo all'interno della giustizia sportiva e del proprio ambito.

Oggi Andrea Agnelli, presidente del team, aggiunge la sua voce allo scambio di opinioni relativo alla vicenda, commentando il ragionamento fatto da Petrucci e riferendosi alla conferenza stampa nella quale aveva auspicato una ricerca - per il mondo del calcio - dell'armonia necessaria a preservare l'alto livello della tradizione calcistica italiana. "Il riferimento alla Juve" e al contrasto in corso, dice Agnelli, "era ben evidente nelle sue parole", in quel "Il calcio è malato di un doping legale, fatto di furbastri e avvocati che vogliono riscrivere le regole". Agnelli sottolinea poi però che la Juventus non si è mai mossa al di fuori della legalità e "ha sempre rispettato tutte le regole", cose che continuerà a fare in futuro. Ma ognuno deve svolgere il compito che gli compete e quindi se Petrucci ha tutto il diritto di "fare Petrucci", anche il presidente del team ha il diritto, se non il dovere "di tutelare gli interessi" della propria squadra.

E prendendo al volo l'occasione della nomina dei nuovi ministri, tra i quali il ministro allo sport e al turismo Gnudi, Agnelli lancia la proposta: "Chiedo al presidente Petrucci e al nuovo ministro per lo sport e turismo Gnudi, al quale faccio gli auguri, di fare un passo avanti tutti assieme e aprire un tavolo politico dove confluiscano due elementi: da un lato analizzare i fatti che hanno concorso a ciò che avvenuto nel 2006 e dopo, quindi trarne le giuste conclusioni, dall’altro concentrare i propri sforzi per creare un futuro migliore per lo sport italiano e in particolar modo per il futuro del calcio di alto livello, che è una delle prime dieci industrie italiane e tra i maggiori contribuenti del nostro Paese".