Agostino sbatte la porta ed esce di Casa a Chiavari

L’ex sindaco si ripresenta ma vuole solo le sue liste civiche

da Chiavari

Vittorio Agostino si ricandida a sindaco di Chiavari sostenuto dalle sue due liste civiche «Chiavari avanti così» e «Uomini e città». Senza la Casa delle libertà che lo aveva indicato da subito come il candidato ideale. Ma lui era stato chiaro la sera stessa della sfiducia a Sergio Poggi e alla giunta di centro sinistra caduti per i voti contro dei tre consiglieri della Margherita: «Devo riflettere» aveva detto, mentre Emilio Cervini, capogruppo di Fi in consiglio, annunciava: «È lui il nostro uomo». S'è preso un mese per sciogliere le riserve, poi la riunione fiume di martedì sera, una percentuale bulgara a confermare la sua corsa alla poltrona di primo cittadino senza alleanze. Ieri l'ufficializzazione. Prima in sordina, poi il boato.
Torna in pista da solo «per avere una maggioranza coesa - dichiara schietto come sempre - e non tanti partiti e partitini che si annullano e finiscono per paralizzare la vita amministrativa. Che è quello che sta accadendo a livello nazionale». La bomba-Agostino fa saltare il banco e spiazza Forza Italia. Prima erano solo voci a insinuare dubbi. Perchè la scelta di Agostino si faceva attendere. Nonostante i più che palesi agganci. Nonostante le ribadite dichiarazioni d'intenti della Cdl di fare schieramento con lui. Che invece, e forse neanche tanto a sorpresa, ieri declina l'invito. L'indiscrezione nelle prime ore del mattino. Condizionale e veleni, nessuno si sbilancia. Neppure i suoi. Finalmente lo raggiungi al cellulare. Conferma tutto, sicuro di sé, come sempre. Gli chiedi se conta su consensi forti, se si sente così sicuro: «Mi auguro di vincere - ti stoppa - E poi i cittadini hanno provato la mia amministrazione e quella di questi scapestrati. A loro la scelta». Incisivo. Oggi la conferenza stampa chiarificatrice.
Lui, ex leghista, sindaco per due mandati consecutivi tra fine anni '90 e i primi del 2000, decisionista, si appoggia sulla sua lista civica «Chiavari avanti così», capolista l'ex sindaco «Alessandra De Barbieri», e su una fresca di investitura: «Uomini e città», con l'avvocato Antonio Segalerba, già suo consigliere comunale. Indiscrezioni su sondaggi lo danno forte, «ma non imbattibile - butta lì Gianluca Ratto, coordinatore cittadino di Fi - Siamo dispiaciuti per la risposta di Chiavari avanti così. Noi abbiamo lavorato per il bene della città e per portare la Cdl compatta alle prossime elezioni. Evidentemente non è stato possibile. Daremo comunque il meglio perché il centro destra a Chiavari possa riprendere in mano la situazione». Una linea che si inserisce nella delusione del partito. «Siamo preoccupati per una scelta che rischia di riconsegnare la città alle sinistre che tanto male l’hanno governata in questi anni - si duole Michele Scandroglio, coordinatore regionale azzurro -. È una scelta rischiosa, già una volta il risultato è stato infausto. Ma per orgoglio di partito e di coalizione lavoreremo per presentarci con un candidato forte che batta gli avversari, Agostino compreso. Dispiace anche perché si sono buttati via tanti ragionamenti fatti insieme in questi anni». Il tempo per riorganizzarsi in uno scenario che ha atteso ancora una volta la scelta di Vittorio Agostino per calare le carte. «Noi ci presenteremo alle elezioni come Cdl con l'appoggio di qualche lista civica - insiste Giovanni Boitano, coordinatore provinciale Fi -. Possiamo riportare Chiavari nell'ambito del centro destra con una forte caratterizzazione centrista per restituire alla città quella normalità che manca da quindici anni e di cui ha bisogno per riacquistare il ruolo di comune capofila».
Tutti al lavoro, dunque, con Ds e Margherita (commissariata) che stanno ragionando su candidato e strategie («Agostino ha dato già prova di quell'arroganza e prepotenza che hanno portato allora allo sfascio dell'amministrazione, senza contare la sua storia giudiziaria. Sapranno i cittadini chi scegliere» dichiara a caldo Paolo Perfigli, responsabile della federazione Ds Tigullio). Con gli ex consiglieri fuoriusciti dalla Margherita, Monti-Devoto-Marchello, che hanno firmato un manifesto e pensato a più liste civiche per accaparrarsi quel centro ambìto. Il «che l'inse» di Agostino ha riacceso la miccia. Con il toto candidati e i nomi che schizzano da uno schieramento all'altro. Partita aperta. Un deja vu?