Agricola e Vitale

Nell'anno 392 il vescovo di Bologna, Eusebio, venne informato che nel cimitero cittadino degli ebrei erano state ritrovate le reliquie di due martiri cristiani, Agricola e Vitale. Eusebio fece seppellire i due corpi santi nella cattedrale con una solenne cerimonia a cui prese parte anche il vescovo di Milano, s. Ambrogio. Secondo la tradizione, Agricola era un cittadino bolognese cristiano e Vitale era il suo servitore di fiducia. Da quel che seguì e che subito diremo, si deduce che anche Vitale era cristiano ma di etnia ebraica. Infatti, spesso gli schiavi ebrei traducevano il loro nome in latino: in questo caso, Haym = Vitalis. Ciò spiegherebbe anche la sepoltura nel cimitero ebraico. Vitale aveva un forte sentimento di devozione nei confronti del padrone, che Agricola ricambiava con altrettanti affetto e fiducia. La cosa doveva essere nota a tutti e anche al magistrato inquirente, che fece torturare Vitale sotto gli occhi di Agricola per indurre quest'ultimo all'apostasia. Infatti, i due erano stati arrestati nel corso di una persecuzione (non sappiamo quale) e ingiunti di sacrificare agli idoli. Al rifiuto, vennero condotti nell'anfiteatro cittadino e sottoposti ai tormenti. Come accennato, il carnefice si occupò di Vitale per primo, mentre l'altro veniva costretto ad assistere. Il servo fu suppliziato in ogni parte del corpo e fino alla morte. La fine eroicamente serena del fedele servitore fece irrigidire vieppiù Agricola, che perciò venne crocifisso. Anzi, lo inchiodarono completamente, trafiggendolo da cima a fondo. Parte delle loro reliquie andò a Milano.

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