Gli agricoltori dicono basta agli Ogm: «Il governo li proibisca per decreto»

Appello del presidente della Confederazione degli agricoltori (Cia), Giuseppe Politi: «Se ne fa un gran parlare, si sollevano polveroni, ma la realtà è che il nostro settore resta afflitto da problemi gravissimi e occorrerebbe una politica adeguata»

Gli agricoltori italiani non ne possono più degli Ogm, i cosiddetti «organismi geneticamente modificati». Tanto più che se ne fa un gran parlare, si perde una marea di tempo in chiacchiere e polemiche sterili (come le sementi «ogm»), ma nessuno prende una decisione. E intanto l'agricoltura va in rovina.
Per questo il presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia), Giuseppe Politi, lancia un appello al ministro delle Risorse agricole Zaia: «Chiudiamo subito la partita Ogm - dice Politi - con un decreto del governo che ne proibisca la commercializzazione e la coltivazione e passiamo al più presto ad affrontare e cercare di risolvere i problemi più impellenti della nostra agricoltura: i costi produttivi, contributivi e burocratici, i prezzi, i redditi. E avviamo così un nuovo progetto di politica agraria».
Il «polverone» sollevato in questi giorni attorno alla questione, infatti, pare aver creato solo confusione, mentre occorrerebbe piuttosto porre al più presto attenzione alla grave crisi che attanaglia il settore primario. «Gli Ogm sono un problema, anche molto delicato - sostiene il numero uno della Cia -, ma non può essere l'unico tema di dibattito per la nostra agricoltura. Abbiamo assistito in queste settimane -ha aggiunto Politi- alle più svariate prese di posizione, a decisioni frettolose, a rinvii, a polemiche anche strumentali. Adesso diciamo basta. Chiediamo, pertanto, al governo di intervenire in tempi rapidissimi e di aprire, subito dopo il decreto che vieti l'uso del biotech, un ampio confronto con tutte le parti interessate, dalle Regioni agli agricoltori, ai consumatori. Passiamo, invece, alle questioni urgenti, alle enormi difficoltà che gli agricoltori sono costretti a superare nel loro quotidiano lavoro».
«Se non si adottano interventi straordinari e concreti, da inserire possibilmente nel decreto Milleproroghe in discussione al Parlamento, rischiamo che molte aziende agricole -ha avvertito il presidente della Cia- chiudano e che altre siano costrette a ridurre sensibilmente l'attività. I danni non sarebbero gravi solo per l'agricoltura, ma per l'economia, per l'ambiente, per l'intera società».
«Non a caso, abbiamo sollecitato il varo di provvedimenti che riducano i costi (fiscalizzazione degli oneri sociali, accisa zero sul gasolio) e agevolano gli acquisti dei terreni da parte degli agricoltori, in particolare i giovani. Per l'agricoltura -ha rimarcato Politi- chiediamo la massima concretezza. In questi ultimi due anni si è fatto veramente poco. Tante promesse, ma misure totalmente insufficienti. È ora di operare e bene. Non lasciamo che il dibattito sugli Ogm nasconda la drammatica realtà agricola del nostro Paese. Con senso di responsabilità si possono risolvere in maniera adeguata entrambe le questioni. Basta l'impegno, abbandonando le polemiche e le sterili contrapposizioni. Gli Ogm non servono all'agricoltura italiana, diversa, tipica e di qualità. Ad essa occorrono, al contrario, fatti tangibili. Non si può attendere ulteriormente».