"Agrodolce" non si fermerà: la Regione Sicilia trova i fondi

Il governo dell'Isola ha scongiurato il blocco della seconda edizione della fiction, approvato il rifinanziamento. Minoli: «Un bel regalo nel giorno in cui è stato raggiunto l'8,50 per cento di share»

Salvataggio in extremis ci si aspettava e salvataggio in extremis, alla fine, è stato. La seconda edizione di «Agrodolce», la fiction di RaiTre ambientata in Sicilia in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, alle 20 e 10, si farà. La Regione ha trovato il mondo di rifinanziare la soap, così come previsto dall'impegno iniziale. La giunta regionale, infatti, ha approvato ieri un provvedimento che prevede il rifinanziamento della fiction, a patto che però il 70 per cento di quello che si spende sia destinato a maestranze o imprese siciliane "doc". Un impegno che non rappresenta una novità, perché è di fatto quanto già avvenuto nel primo anno di produzione.
Si chiude dunque positivamente una vicenda ai limiti del paradosso. Sino a qualche giorno fa sembrava impossibile che la Regione Sicilia riuscisse a trovare i 12,6 milioni di euro necessari a garantire, in qualità di cofinanziatore, la produzione e la messa in onda della seconda stagione della fiction. Una beffa, tanto più per gli ottimi risultati ottenuti in termini di ascolto. Molto soddisfatto Gianni Minoli, il «papà» di «Agrodolce» che nella soap prodotta in Sicilia ha fortemente creduto sin dall'inizio: «Sono emozionato, è una bella notizia che giunge proprio nel giorno in cui Agrodolce si afferma come prodotto di successo raggiungendo uno share dell'8,50 per cento e il picco di un milione e 800mila spettatori, un milione in più rispetto alla prima puntata. Non avevamo mai dubitato della volontà della Regione di continuare a finanziare la produzione. Ma i tempi della televisione, naturalmente, fanno fatica a combaciare con quelli della pubblica amministrazione. Siamo comunque molto soddisfatti del risultato. Possiamo pensare con serenità ad Agrodolce del prossimo anno, in cui metteremo ancora più Sicilia e ancora più sicilianità».
Tira un sospiro di sollievo anche l'assessore siciliano ai Beni culturali, Antonello Antinoro: «Con questo atto inizia il percorso che porterà Termini Imerese a essere al centro della produzione cinematografica siciliana. Agrodolce rappresenta un valore aggiunto per la Sicilia, e la Sicilia lo rappresenta ancor di più per Agrodolce».
Nel dettaglio il provvedimento varato dalla giunta regionale prevede che il 70 per cento di ciò che si spenderà per le maestranze, gli attori e le comparse dovrà essere dedicato al personale che risiede da almeno due anni in Sicilia. Inoltre, i mezzi che serviranno per continuare la produzione della fiction dovranno essere acquistati, sempre almeno al 70 per cento, in aziende che abbiano sede legale in Sicilia.