"Agrodolce" rischia di chiudere: salta il finanziamento della Regione Sicilia

La fiction di RaiTre prodotta nell'isola potrebbe concludersi in anticipo, e non per problemi di share. Mancano 12,6 milioni necessari per la seconda stagione. Il cast ha convocato una conferenza stampa a Palermo

Rischia di chiudere i battenti Agrodolce, la fiction ambientata in Sicilia e in onda su RaiTre dal lunedì al venerdì, ogni giorno, alle 20 e 10. E non per carenza di ascolti, anzi. No, la ragione per cui Agrodolce, che oltre che essere una fiction più che gradita al pubblico televisivo - lo share sfiora l'8 per cento, ottimo per la fascia oraria - è anche una vera e propria manna dal cielo per Termini Imerese e Porticello, i siti della provincia di Palermo scelti per le riprese, rischia di chiudere e di non vedere la già prevista seconda edizione è molto più grave e al tempo stesso paradossale: a meno che non si riescano a recuperare in extremis, non ci sono i 12,6 milioni di euro che avrebbe dovuto versare la Regione Sicilia in quanto cofinanziatore della soap. E Rai Fiction, nell'incertezza dell'arrivo dei fondi, per il momento non intende andare avanti.
Attori, comparse e operatori reclutati dalla Einstein, la società che si occupa della produzione di Agrodolce, sono fermi già da qualche settimana. Il cast al gran completo della soap - molti attori sono siciliani, come Rory Quattrocchi ed Ernesto Maria Ponte - ha convocato una conferenza stampa. Ma le speranze che si riesca a trovare una soluzione in extremis sono al lumicino. Lo scorso 30 aprile era stato stralciato dalla finanziaria regionale un emendamento, presentato dall'assessore regionale ai Beni culturali, Antonello Antinoro, che prevedeva il salvataggio della fiction. Ma la mancata approvazione dell'emendamento sta rimettendo tutto quanto in discussione.
Un peccato. Un vero peccato. Sia per Agrodolce, fortemente voluta da Gianni Minoli proprio in Sicilia. Sia per Termini e Porticello, i luoghi in cui sostanzialmente la fiction viene girata. Quando, tre anni fa, Agrodolce era solo un progetto, a Termini soprattutto si scatenò una vera e propria febbre. Si sperava in un nuovo miracolo, come quello realizzato a Napoli con la produzione di Un posto al sole. E il sogno, per un po', è durato, grazie anche al buon successo di Agrodolce. Le storie intrecciate dei 19 protagonisti abitanti di un'immaginaria cittadina della costa siciliana, Lumera, hanno appassionato gli spettatori. Adesso però la doccia fredda. La Regione comunque spera che non sia tutto perduto. Sarebbe un peccato, davvero. Per Agrodolce e per la Sicilia.