Aguzzini e vittime uniti dal Mondiale

Una stanza isolata e buia, nell’angolo una piccola tv. Davanti al video, a tifare per la Selecciòn, una ventina tra gli ufficiali dell’intelligence argentina e i desaparecidos detenuti nell’Esma, l’accademia militare dove gli oppositori del regime venivano rinchiusi e uccisi. Questo il macabro ricordo dello scrittore Juan Gasparini, uno dei sopravvissuti alle torture dell’Esma. Nel giorno del 28° anniversario della finale mondiale vinta nel ’78 dall’Argentina contro l’Olanda, le ferite lasciate dalla guerra civile riemergono. Torturatori e vittime uniti dalla passione per il futbòl: «Non c’erano abbracci e complicità - ricorda Gasparini - ma ci scambiavamo commenti tecnici sulle partite».