Ahmad Jamal e il suo trio «Con il piano nel cuore vi racconto le mie storie»

Il jazzista di Pittsburgh al Blue Note fino a sabato. Sul palco anche contrabbasso e batteria

È raro il privilegio di poter scegliere fra otto concerti consecutivi del pianista Ahmad Jamal con gli inseparabili James Cammack contrabbasso, Idris Muhammad batteria e Manolo Badrena percussioni. Questa fortuna tocca ai cultori milanesi della «Grande musica nera» fino a sabato: Jamal darà due concerti ogni sera al Blue Note, alle 21 e alle 23, proprio mentre arriva nei negozi il suo ultimo cd It's Magic per Dreyfus, con gli stessi collaboratori. Oltretutto, è risaputo che il repertorio del solista di Pittsburgh è sconfinato e quindi difficilmente ripete lo stesso programma.
Quando è di scena Jamal, cade ogni distinzione fra gli appassionati del jazz tradizionale, classico, moderno e contemporaneo. Tutti sanno che i pianisti della musica africana-americana paragonabili con lui sono nomi mitici come Bill Evans, Earl Hines, Oscar Peterson e Art Tatum. Ma di un confronto con Tatum, Jamal non vuole sentir parlare. «La grande ombra di Tatum - confessa - è il motivo per cui non incido dischi di solo pianoforte come spesso mi viene richiesto. Temo la comparazione con lui, sebbene sia scomparso da mezzo secolo. Nessuno ha mai più suonato come lui nel jazz. Perfino nella musica classica lo ascoltavano e lo studiavano interpreti quali Arturo Benedetti Michelangeli e Vladimir Horowitz».
Eppure, è facile osservare che la tecnica di Jamal non è inferiore a quella di Tatum. «Ma io - ribatte - ogni volta che faccio un concerto non mi preoccupo della tecnica, bensì di raccontare una mia storia. Ne ho tante, a poco meno di 78 anni. Vivo con la musica dalla nascita. Mi sono seduto al pianoforte a tre anni e non l’ho più lasciato. I miei genitori hanno capito questa disposizione e mi hanno fatto studiare. Per risparmiare, la mia mamma andava a piedi anziché in autobus…».
Il trio jazz di pianoforte, contrabbasso e percussioni lo ha inventato Jamal a metà degli anni Cinquanta. Allora gli furono compagni il giovanissimo contrabbassista Israel Crosby e Vernell Fournier alla batteria: questa rimase la sua formazione preferita. Seppe dare alle fonti sonore una parità inedita e quasi conflittuale che molti ancora non riescono a conseguire e che servì da modello, per esempio, a Bill Evans.
Ahmad Jamal
Fino a sabato
Blue Note, via Borsieri
Informazioni: 899.700.022