Ahmadinejad: "Abbiamo 3mila centrifughe nucleari"

La risposta del presidente iraniano alla richiesta di negoziati: "I Paesi occidentali hanno ormai accettato lo sviluppo del nostro piano atomico. Non possono porre condizioni"

Teheran - Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha affermato oggi che gli Usa e i Paesi europei hanno ormai accettato che Teheran si sia dotata di 3mila centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, ma ha aggiunto che la produzione continuerà al ritmo che l’Iran vuole, senza accettare alcuna limitazione dalla comunità internazionale. Gli Usa, ha detto Ahmadinejad, parlando in un comizio nell’est dell’Iran, hanno "inviato un messaggio" in cui hanno detto che erano pronti ad avere negoziati diretti se Teheran avesse accettato di sospendere la produzione di centrifughe alle 3mila finora raggiunte.

Nessun negoziato "Ma io ho risposto - ha affermato - che non vogliamo negoziati con loro e quindi non ci interessano le loro condizioni. Semmai dovrebbe essere l’Iran a porre condizioni ai criminali, non loro". Per quanto riguarda gli europei, Ahmadinejad ha detto che "due o tre di loro hanno ormai ingoiato il numero di 3mila centrifughe, e hanno proposto di trattare ora solo sul ritmo di crescita di questa produzione, per stabilire quante centrifughe possano essere messe in funzione, per giorno e per settimana".

Il caso è chiuso Ma anche per questi Paesi della Ue la risposta è stata negativa: "Chi vi dà il diritto di chiederci questo?", ha affermato il presidente iraniano, aggiungendo che Teheran "continuerà sulla sua strada" come vorrà e senza prestare "la minima attenzione" a possibili sanzioni. "Il caso è chiuso", ha concluso Ahmadinejad.

La Merkel da Bush: "Chiederò un asoluzione diplomatica" L'Iram mostra di voler tirare dritto sul nucleare e le nubi di una crisi gravissima si addensano sempre di più. Tanto che il cancelliere tedesco Angela Merkel vuole perorare una soluzione diplomatica con il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, che incontrerà questo fine settimana. "Voglio una soluzione diplomatica e farò tutto per arrivarci", ha assicurato la Merkel, che sarà ricevuta dal presidente Bush nel suo ranch in Texas, alla Berliner Zeitung, "Sono sicura che troverò nel presidente americano un ascoltatore attento". Washington non ha escluso la possibilità un’azione militare per persuadere gli iraniani a interrompere le loro controverse attività. "Se i negoziati in corso non daranno risultati, la Germania sarà pronta ad adottare nuove sanzioni più dure" contro l’Iran. Nonostante due serie di sanzioni economiche adottate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l’Iran rifiuta di rinunciare al suo programma nucleare che, secondo la repubblica islamica, mira esclusivamente a soddisfare l’esplosione della sua domanda interna di elettricità. La Merkel ha insistito affinché eventuali nuove sanzioni siano adottate nel quadro delle Nazioni Unite. "Conto sempre sulla solidarietà della comunità degli stati, compresa la Russia e la Cina", ha affermato, "È all’Onu che si devono concertare le sanzioni".