Ahmadinejad come Hitler L’Europa in campo per salvare Israele

Le aberranti dichiarazioni del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad («il tumore rappresentato dallo Stato d’Israele deve essere estirpato dal Medio Oriente; di tale soluzione radicale devono farsi carico Germania e Austria, dando asilo nei loro territori ai cittadini di tale Stato») hanno un precedente illustre: come scrive Hannah Arendt nel suo fondamentale libro La banalità del male – Eichmann a Gerusalemme, il nazista Adolf Eichmann, prima di occuparsi della “soluzione finale” del problema ebraico, nell’estate del 1940 si dedicò al “progetto Madagascar”, ossia come deportare quattro milioni di ebrei (lo sterminio di altri tre milioni di ebrei polacchi era già in atto) dall’Europa nell’isola francese al largo della costa sud-orientale dell’Africa; un progetto, si badi bene, ideato per primo dal governo polacco nel 1937!
Qui e ora, occorre avere il coraggio e la lungimiranza politica di trarre dalle farneticazioni di Ahmadinejad un fondo di utilità, sia per l’Europa sia per Israele; qui e ora, è necessario e urgente che non solo la Germania e l’Austria ma l’intera Unione Europea si facciano carico dei cittadini d’Israele, portando metaforicamente i confini europei fino a Gerusalemme; solo così quelle che possono apparire solamente folli ma innocue esternazioni – tali erano considerate anche quelle di Hitler negli anni Venti e Trenta – non si trasformeranno in pericoli reali prima per chi vive a Tel Aviv e poi per chi vive a Roma o Parigi. Solo così, con un’Unione Europea allargata alla Turchia e a Israele, il regime nazi-teocratico di Teheran avrà i giorni contati.
Comitato Nazionale Radicali Italiani
Roma